Ci piace/partite di tutto il mondo uniteviNon ci piace/Caso Atlantia Tutto lecito Tutto indegno

Ci piace / Partite Iva di tutto il mondo unitevi

Hanno protestato contro la cattiva gestione delle casse previdenziali privatizzate. Ed è giusto farlo. Ma c’è di più

Ha un profondo senso logico e storico l’iniziativa del “Movimento politico Autonomi e Partite Iva” fondato e guidato dall’ex senatore forsista Eugenio Filograna (nella foto).

Ha un senso logico e storico perché individua correttamente nel mondo dei lavoratori autonomi, che non possono contare su uno stipendio fisso pagatogli da qualcun altro ma devono far leva unicamente sulle proprie forze per portare a casa il budget necessario a vivere, un gruppo d’interesse sostanzialmente molto più coeso di quanto la loro estrema eterogeneità lascerebbe presumere. Un grande medico, un luminare ricchissimo che viva però di libera professione, ha più punti di contatto con un idraulico che con un top-manager pubblico.

Perché anche il più pagato dei chirurghi se si ammala e non può operare, a meno che non sia dipendente di un ospedale, non guadagna. Ebbene: in Italia tutte le tutele sono state riservate ai lavoratori dipendenti, dal ‘46 in poi, e poche o nessuna agli autonomi, per l’inconsistenza delle loro rappresentanze. Nessuna salvo una: la sostanziale impunità nell’evadere il fisco.

Articolo deleterio eppure condiviso della “costituzione materiale” del nostro Paese che è però ormai vanificato dalla digitalizzazione che vanificherà sempre di più i tentativi di evadere. Da qui la tempestività e la necessità di un ripensamento della rappresentanza degli autonomi. Un mondo che Economy ha sempre rappresentato e continuerà a rappresentare.

Non ci piace / Caso Atlantia Tutto lecito Tutto indegno

Lecito il ricorso all’Europa da parte della holding dei Benetton. Alla storia passerà una strage da incuria. Con chiare responsabilità morali

Dunque Atlantia, la holding della famiglia Benetton (nella foto il patriarca Luciano), ha scelto di appellarsi alla giustizia comunitaria contro quello che – con sintesi corretta – ha definito sostanzialmente il diktat del governo italiano di cedere Autostrade alla cassa depositi e prestiti.

Difficile prevedere cosa accadrà, ma non impossibile: la Corte di giustizia europea darà ragione ad Atlantia. È vero che la Francia ne combina di ben peggiori, e da sempre, nel rapporto tra Stato e privati, e la passa liscia. Ma quella è la Francia, ovvero uno dei due padroni di casa dell’Unione Europea, mentre noi siamo soltanto il rumoroso inquilino della porta accanto. Tutto lecito? Sì, certo. Ma tutto indegno. Il comportamento delle nostre istituzioni, incapaci – colpa dell’inqualificabile magistratura – di accertare le responsabilità del crollo del Ponte Morandi e, ove verificato il dolo o la colpa grave del gestore nel disastro, prosciugarne il patrimonio a risarcimento del danno. Ma indegno anche, sul piano morale, quello dei ricorrenti. Che non hanno mai trovato il modo di trasferire al Paese e alle vittime un minimo di senso di lutto e colpa per quanto comunque accaduto sotto le loro bandiere. Chi bada solo a passare alla cassa non si cura di ciò che passerà alla storia. Ma alla storia passerà che la strage del ponte Morandi è stata un disastro figlio dell’incuria. Che il contratto di concessione non prescrivesse correttamente gli obblighi della manutenzione preventiva necessaria a impedire i danni dell’incuria è probabilissimo. Ma i ponti non devono crollare. E chi li gestisce deve evitare che crollino.