Christine Lagarde
Christine Lagarde nuova presidentessa della banca centrale europea

I rialzi dei tassi non si fermeranno: parola di Christine Lagarde. L’ha detto oggi la presidente della Bce al forum dell’istituto Centrale di Sintra. A luglio è previsto un altro rialzo dei tassi Bce, che a metà giugno sono arrivati al 4%. La stretta preoccupa soprattutto gli operatori del mercato immobiliare, che vedranno lievitare ancora il costo dei mutui.

“Ci sono due fonti di incertezza che incidono sul “livello” e sulla “durata” auspicabili della nostra politica dei tassi di interesse- ha spiegato la presidente della Bce. In primo luogo, poiché la persistenza dell’inflazione è circondata da incertezza, il livello massimo dei tassi sarà determinato in base alle circostanze contingenti. Dipenderà da come evolveranno nel tempo l’economia e le varie forze che ho descritto. E dovrà essere sottoposto a riesame costante”.
Quindi Lagarde ha rilevato come “in secondo luogo, l’intensità della trasmissione della politica monetaria è circondata da incertezza. L’intensità di trasmissione pone in collegamento le decisioni correnti e le aspettative riguardo alla politica monetaria futura, influendo pertanto sull’orientamento della politica monetaria stessa. L’effettiva intensità di trasmissione che si osserverà nella pratica determinerà l’effetto di un dato innalzamento dei tassi sull’inflazione, che si rifletterà nella traiettoria attesa della politica monetaria”.

L’origine dei problemi dell’area euro sarebbe, secondo Christine Lagarde, proprio da cercare all’interno dei mancati rialzi degli anni scorsi. “L’incertezza riguardo alla trasmissione deriva dal fatto che l’area dell’euro non vive una fase sostenuta di aumento dei tassi dalla metà degli anni 2000 e non ha mai assistito a rialzi così rapidi. Per questo ci si interroga sul ritmo e sull’intensità della trasmissione della politica monetaria alle imprese e alle famiglie, rispettivamente mediante la spesa sensibile agli interessi e il pagamento dei mutui ipotecari” ha concluso.

Fabio Panetta
Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce

L’addio di Panetta e il futuro della Bce

Mentre Christine Lagarde parlava di un altro aumento dei tassi dal Portogallo, in Italia il governo stava per dare l’incarico di guidare la Banca d’Italia a Fabio Panetta, il membro del board della Bce, che a Palazzo Koch ha trascorso gran parte della propria carriera al fianco di Carlo Azeglio Ciampi e di Mario Draghi. Panetta, già chiamato da Meloni, come ministro tecnico dell’economia, aveva rifiutato la carica, ma oggi è convinto a tornare a operare nella penisola, in sostituzione di Ignazio Visco, che tra 4 mesi dovrebbe abbandonare la carica. Tra le motivazioni che lo avrebbero spinto c’è anche una non completa adesione alla politica rialzista dei tassi di Francoforte. La stessa che ha già fatto storcere il naso a molti esponenti politici italiani e anche alle associazioni di categoria e dei consumatori, fortemente preoccupate perché i mutui stanno crescendo a dismisura.

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Ma i costi dei mutui andranno alle stelle

A denunciare l’imminente impennata dei mutui è il Codacons che spiega:” Un nuovo rialzo del tassi di interesse a luglio farebbe impennare le rate mensili dei mutui a tasso variabile accesi dalle famiglie italiane, e crollare le compravendite immobiliari rendendo sempre più proibitivo accedere ad un nuovo finanziamento per l’acquisto della casa”.

L’associazione di consumatori spiega: “Già oggi i rialzi decisi tra il 2022 e il 2023 dalla BCE stanno pesando come un macigno sulle tasche degli italiani. Uno tsunami che colpisce i redditi, impoverisce le famiglie che hanno un mutuo a tasso variabile sulle spalle e peggiora enormemente le condizioni per chi deve acquistare una casa e necessita di un finanziamento.Basti pensare che , considerata una fascia media di mutuo a tasso variabile di importo compreso tra i 125mila e i 150mila euro, per una durata di 25 anni (ossia l’importo più richiesto in Italia da chi accende un finanziamento per l’acquisto di una casa), tutti gli incrementi imposti dalla Banca Centrale Europea hanno fatto salire la rata mensile di un mutuo a tasso variabile complessivamente tra i 240 e i 320 euro rispetto a quanto pagato nel 2021, con ripercussioni sulle famiglie comprese tra i +2.880 e + 3.840 euro all’anno, stima il Codacons.

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