Aiuti di Stato per sostenere la creazione di fabbriche europee di chip e non dipendere più da Paesi terzi

Presto l’Europa avrà una sua produzione di semiconduttori sostenuta dalle istituzioni. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen ha annunciato che a febbraio verrà lanciato il “Chip Act”, un pacchetto di misure finalizzate incoraggiare e sostenere appunto la produzione di semiconduttori in Europa.

Il fabbisogno di chip tra 10 anni raddoppierà 

von der Leyen ha scelto il forum di Davos per dare notizia di questa scelta che punta a proteggere la sovranità europea in un settore ritenuto «strategico» ed evitare, al contempo, che eventuali stop all’importazione dei chip possano pregiudicare il lavoro delle manifatture europee, come sta succedendo ad esempio al settore dell’auto. Il mercato, del resto, dice che  la domanda di semiconduttori sta esplodendo e che nei prossimi 10 anni il fabbisogno europeo raddoppierà. E la Commissione Ue punta ad agire su più fronti: «Più produzione localizzata in Ue, leadership europea nel design, migliorare la cassetta degli attrezzi necessaria a fronteggiare la penuria di chip e il sostegno alle piccole aziende innovative, un’ulteriore modifica delle regole sugli aiuti di Stato per dar vita alle fabbriche europee». La Presidente della Commissione, von der Leyen, ha detto che «Già entro il 2030 l’Ue dovrà essere in grado di produrre il 20% della quota mondiale di microchip». L’Europa al momento è leader nella ricerca e nella componentistica per la creazione degli impianti, ma le forniture continuano ad essere appaltate a produttori esteri da cui l’Ue è giocoforza dipendente.

Anche l’Italia avrà un suo impianto con Intel

Sul mercato intanto circola la voce che il colosso Usa Intel stia pensando di investire in Europa 80 miliardi di euro nei prossimi 10 anni. E se Francia e Germania si stanno contendendo una “megafabbrica”, e l’Italia potrebbe intercettare un investimento da 8 miliardi di euro per un impianto avanzato di imballaggio di semiconduttori.