Chiara Ferragni

Chiara Ferragni potrebbe non superare lo scandalo Pandorogate, finendo relegata al ruolo di meteora, come molte altre starlette del passato. Oppure non è detto che non si riprenda e non torni a essere famosa e invidiata. Finora l’influencer sembra non aver mosso le pedine giuste, ma Ivan Bosnjak, co-founder e Digital Strategist di Beconcept è convito che abbia ancora delle carte da giocarsi.

Quale può essere l’impatto della vicenda Ferragni sull’immagine dell’influencer? In parole povere è la fine di Chiara Ferragni?

In termini di digital marketing, la reputazione online è tutto. Per Chiara, questo scandalo ha quasi certamente causato un danno reputazionale, ma non è di certo la sua fine. In passato è successa una situazione di difficoltà simile a Tiger Woods con Nike. Dopo il suo scandalo nel 2009, Nike ha però comunque mantenuto il suo endorsement, benché con qualche cautela. Anche Chiara può rimbalzare indietro, ma dipenderà dalla sua strategia di comunicazione e gestione della crisi.

La scelta del video di scuse è stata criticata molto. A livello di brand ha impatto negativo o positivo?

La percezione del pubblico del video è critica. Un video di scuse percepito come sincero può avere un impatto positivo, ma se sembra forzato o inautentico, può aggravare la situazione.

Il video segue uno script ben definito:

VALORI: si parte dai valori del brand, sottolineando quelli insegnati ai figli e cercando di creare una dimensione familiare in cui il pubblico possa identificarsi, quasi a voler dimenticare che si tratta di un’azienda da un milione di euro.

SCUSE: le scuse sono rivolte alle parti interessate. Ma sono arrivate tardi, forse un po’ tardi.

ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ: Chiara minimizza l’errore come errore di comunicazione. Sarebbe stato meglio definirlo così com’è, un errore gestionale e decisionale aziendale.

AZIONI DI RISOLUZIONE: si impegna a non sovrapporre attività commerciali con attività benefiche e dona una somma pari al compenso ricevuto da Balocco, un milione di euro, all’Ospedale Regina Margherita. Tuttavia, la decisione di donare l’eventuale somma derivante da una revisione al ribasso della sanzione sembra un po’ un ricatto morale nei confronti dell’Antitrust più che un impegno sincero.

 

Personalmente credo che sia stato strutturato molto bene e prima o poi Chiara Ferragni avrebbe dovuto comunque dare una spiegazione pubblica.

Andava fatto prima, a parer mio.

La donazione è stata una scelta giusta secondo lei?

Personalmente, penso che la donazione sia stata una mossa astuta. Mostra che Chiara sta cercando di fare ammenda. L’importante è che non sembri un gesto per “comprare” il perdono, ma piuttosto un passo verso la riparazione genuina e trasparente.

Questa disavventura avrà un impatto negativo sulla decisione di fare beneficenza di altri Vip?

Da un punto di vista di marketing, penso che gli altri VIP saranno più attenti alle loro attività di beneficenza. Ma non credo che li scoraggerà. Potrebbero semplicemente essere più strategicamente attenti, come nel caso di celebrità che si sono dissociate da marchi controversi per salvaguardare la propria immagine, come The Weeknd con H&M nel 2018.