Deloitte: una nuova ondata di ottimismo tra i CFO Europei

A fronte della crescente urgenza delle problematiche ambientali e dell’evoluzione degli stili di vita e di consumo, si va sempre di più affermando una nuova concezione del ruolo dell’impresa nella società moderna, nel senso di un più ampio riconoscimento delle sue responsabilità verso la società in cui opera. In quest’ottica, quindi, si può parlare del ruolo sociale delle imprese, che sono chiamate a integrare negli obiettivi di business la dimensione sociale e ambientale.

Al contempo, il crescente interesse da parte degli stakeholders ai fattori diffusamente denominati Esg, Environmental, Social and Governance, mette sotto i riflettori i Sustainable and Responsible Investment che, pur perseguendo gli obiettivi tipici della gestione finanziaria, tengono in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance volti sempre più ad influenzare l’interesse degli investitori, nonché i prezzi e le quotazioni delle azioni delle società.

In tale contesto le strategie di business riflesse nei piani industriali pluriennali delle società risultano sempre più contaminate dalle performance non finanziarie andando ad impattare direttamente i profili di rischio delle aziende, la loro reputazione e i loro risultati finanziari. Il crescente intrecciarsi delle risultanze economico/finanziare con le performance della Corporate Social Responsibility ha fatto sì che le competenze legate alla sostenibilità uscissero dai silos di figure aziendali dedicate, arrivando a coinvolgere tutte le funzioni e i vertici aziendali, tra cui il Cfo, il cui ruolo nell’ambito della sostenibilità si sta ampliando in modo che sarebbe stato difficile immaginare anche solo qualche anno fa.

La prospettiva e le abilità del Cfo sono centrali nel supportare scelte esg compliant

Se da una parte il marketing punta a nuovi modelli di dialogo e di comunicazione incentrati sulla valorizzazione della sostenibilità ai fini della brand reputation per incentivare il cliente a premiare, attraverso gli acquisti, queste scelte virtuose, dall’altra la prospettiva e le abilità del Cfo garantiscono alle società una marcata esperienza nell’elaborazione, rendicontazione e controllo dei dati, passando attraverso la definizione di processi strutturati e l’identificazione di sistemi contabili atti a supportare la predisposizione dettagliata di reportistiche inclusive di tutte le informazioni di interesse degli stakeholders. Cfo esperti possono, quindi, accompagnare e supportare l’adozione di scelte ed investimenti Egs assicurando che, così come per i dati finanziari, i dati della sostenibilità aderiscano ai principi contabili di accuratezza, affidabilità, completezza e coerenza. Ciononostante, la complessità data dall’identificazione univoca dei parametri e Kpi non finanziari fa sì che, ancora oggi, uno dei temi che presenta la maggior criticità nell’ambito della predisposizione e fruizione delle Dnf (Dichiarazione non Finanziaria) sia rappresentata dalla comparabilità, sia tra società appartenenti allo stesso settore, sia all’interno delle stesse multinazionali. È per rispondere a tale necessità e per dare uno strumento a figure come i Cfo che la Commissione Europea ed Enti Globali stanno spingendo verso la definizione di un Integrated Reporting Framework utilizzabile da organizzazioni di qualsiasi dimensione, settore o Paese.

Trend come la finanza etica, piuttosto che la spinta alla digitalizzazione dei processi Finance, hanno iniziato a modificare in modo significativo il ruolo del Cfo rendendolo parte attiva nella definizione e comunicazione del valore dell’azienda.

*ANDAF – Comitato Tecnico Corporate Finance