di Laura De Lisa

La crescita del livello occupazionale femminile rappresenta storicamente un fattore critico per il mercato del lavoro italiano, specie dall’avvento del Covid-19 che, tra lockdown e formazione a distanza dei ragazzi (l’anatema “Dad”), ha di fatto costretto le famiglie a rivedere il proprio “modello organizzativo”, confinando le mamme lavoratrici tra le mura di casa. Già incluso tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, il superamento della disparità di genere viene pertanto introdotto tra le tre priorità trasversali del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): diventando, in altre parole, uno degli obiettivi da perseguire in tutte le missioni che lo compongono (come, peraltro, la transizione ecologica). Alle risorse del Pnrr si aggiungono anche quelle previste dai fondi strutturali e dalle risorse nazionali (ad esempio, dalla legge di Bilancio 2021) per incentivare, con opportuni strumenti che vedremo qui di seguito (prescindendo da eventuali misure di carattere regionale), l’iniziativa imprenditoriale e l’occupazione femminile. Sotto il profilo dell’impatto atteso, come evidenziato nell’analisi effettuata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si prevede che l’effetto di queste misure produrrà, già per il 2023, un incremento del livello occupazionale al 3,4%, rispetto allo 0,9% del 2021.

Al fine di supportare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese a maggioranza femminile, con la Legge di Bilancio 2021 ed il Pnrr sono state introdotte e/o rifinanziate e potenziate alcune misure agevolative già introdotte negli ultimi anni. In particolare, nel 2022, sono stati stanziati nuovi fondi per misure quali “ON-Oltre Nuove Imprese a tasso zero”, “Smart&Start Italia” e “Resto al Sud”, volte ad incentivare l’imprenditoria femminile sia a livello nazionale che territoriale (i.e. Resto al sud, rivolta per lo più al Mezzogiorno). Tali misure, gestite da Invitalia, prevedono la presentazione di progettualità a sportello, con finanziamento post istruttoria, salvo esaurimento fondi.

“On-Oltre Nuove Imprese a tasso zero” rappresenta uno degli incentivi destinati a garantire supporto verso la creazione di nuove imprese, o per il consolidamento di imprese già esistenti, costituite da donne e da giovani, tra i 18 e i 35 anni. L’agevolazione è valida in tutta Italia e prevede due linee distinte di finanziamento.

“Smart&Start Italia” è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita di startup innovative, con programmi di spesa compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro volti all’acquisto di beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale. Il contributo previsto dalla misura, nella forma di un finanziamento a tasso zero senza alcuna garanzia a copertura dell’80% delle spese ammissibili, può salire sino al 90% delle stesse se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni. Tale finanziamento può essere richiesto da: società costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese; team di persone fisiche che vogliono costituire una startup innovativa in Italia; imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano. Il progetto imprenditoriale deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche: avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo; orientarsi in ambito economia digitale, intelligenza artificiale, blockchain e IoT; essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata. Inoltre, le startup con sede nelle Regioni del Mezzogiorno e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo e restituire così solo il 70% del finanziamento ricevuto.

“Resto al Sud” è la misura che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali nelle Regioni del Mezzogiorno, nelle aree del cratere sismico del Centro Italia e nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord. Essa è destinata a soggetti con età compresa tra 18 e 55 anni ed alle donne, particolarmente svantaggiate proprio nelle regioni del Sud Italia. L’incentivo ha l’obbiettivo di finanziare le attività produttive nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, di pesca e di acquacoltura, di fornitura di servizi, di turismo, di commercio e le attività libero professionali, coprendo fino al 100% delle spese previste.  L’agevolazione è composta per il 50% da un contributo a fondo perduto e la restante parte da un finanziamento bancario (garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi), prevedendo un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci. Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro. Come evidenziato dai dati Istat (rielaborati da “Adapt”), seppure confermata la disparità occupazionale tra uomini e donne, quantomeno, tra il 2020 ed il 2021 è stato registrato un minimo incremento anche per il livello occupazionale femminile di un punto percentuale. L’estrema attualità di temi sociali critici quali la disparità di genere nel mercato del lavoro e la presenza ingiustificata di stereotipi anacronistici che individuano la figura femminile, ancora oggi, come unica responsabile della cura della famiglia, porta (a parità di competenze e diritti) troppe aziende a preferire l’assunzione di figure maschili. Tale tema ha evidenziato la necessità di porre maggior attenzione su fattori quali “welfare aziendale”, diritti delle donne e sostegno alle lavoratrici madri. In tal senso, il Pnrr (e non solo) ha introdotto misure volte ad implementare il livello occupazionale femminile.

“#RiParto” è stata una misura, prorogata fino al 30 settembre, ma di cui si paventa la riedizione, volta a promuovere la realizzazione di progetti di welfare aziendale, con il fine di sostenere il rientro al lavoro delle lavoratrici madri e di favorire l’armonizzazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia. Finalità è quella di incentivare lo sviluppo di progetti, presentati da imprese aventi sede legale o unità operative sul territorio nazionale, basati su azioni volte a:
supporto all’assunzione del nuovo ruolo genitoriale in un’ottica di armonizzazione della vita privata e lavorativa, comprese iniziative di sostegno psicologico e fisico; incentivi economici finalizzati al rientro al lavoro dopo il parto/adozione; formazione e aggiornamento per l’accompagnamento al rientro al lavoro dopo il parto/adozione. Destinatarie di tali progetti sono le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato e determinato, anche in part time, incluse le dirigenti, le socie lavoratrici di società cooperative, le lavoratrici in somministrazione nonché le titolari di un rapporto di collaborazione.

Scadeva al 30 settembre anche il bando per i “Contributi per progetti finalizzati ad incentivare l’occupabilità e autoimprenditorialità delle donne e il contrasto a stili di comportamento lesivi dell’identità femminile”, gestito dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria. Premiate, in questo caso, le microimprese editoriali con almeno una figura femminile assunta alle proprie dipendenze, le Aps, Odv, Onlus e gli Enti del Terzo Settore.

ll “Nuovo SELFIEmployment” finanzia – con prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro – l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali promosse da Neet (Not in Education, Employment or Training), donne inattive e disoccupati di lungo periodo, su tutto il territorio nazionale. L’incentivo è gestito da Invitalia, con procedura a sportello, nell’ambito del Programma Garanzia Giovani, sotto la supervisione dell’Anpal.

L’intervento finanzia al 100% progetti di investimento con un importo compreso tra 5.000 e 50.000 euro. È possibile richiedere tre diverse tipologie di finanziamenti (senza interessi e garanzie). Tali finanziamenti possono essere richiesti da imprese individuali; società di persone; società cooperative/cooperative sociali; associazioni professionali e società tra professionisti. Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie: le richieste di finanziamento vengono valutate in ordine cronologico di arrivo. Possono essere finanziate le iniziative in tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising, a sostegno delle spese per strumenti, attrezzature, hardware e software, opere murarie e spese di gestione (per locazione di immobili, utenze, salari e stipendi etc.).