Cdp scende in campo nel real estate
La sede di Cdp a Roma

I partiti di centrodestra, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, non sono ancora riusciti a raggiungere un accordo sui nomi da proporre per il rinnovo del consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti (Cdp). La situazione di stallo potrebbe sbloccarsi lunedì 15 luglio, quando si terranno sia l’assemblea ordinaria sia una straordinaria della Cdp. Quest’ultima ipotizza un intervento sullo statuto per eliminare l’obbligo di una rappresentanza minima di quattro donne nel CdA.

La proposta di cambio di regole

La proposta di modifica dello statuto ha sollevato forti critiche da parte delle opposizioni, che vedono in questo tentativo una manovra per ridurre la presenza femminile nel consiglio. Attualmente, lo statuto prevede che almeno due quinti dei membri del consiglio di amministrazione siano donne, equivalenti a quattro donne su un totale di nove membri. Tuttavia, i candidati proposti dai partiti di maggioranza sono in prevalenza uomini, rendendo difficile rispettare questa quota.

Secondo fonti di Repubblica, la soluzione proposta consiste nel modificare la governance della Cdp, permettendo di ridurre la quota femminile dal 40% al 33%. Questa modifica includerebbe l’estensione delle regole anche al consiglio di gestione, composto attualmente da cinque uomini. In questo modo, su un totale di 14 posti, sarebbe sufficiente che almeno un terzo dei consiglieri fosse donna, garantendo comunque la presenza di quattro donne tra consiglio di amministrazione e consiglio di gestione. Questo escamotage permetterebbe di ridurre la presenza femminile nel CdA, mantenendo però la conformità alle nuove regole.

L’ipotesi di modifica dello statuto ha suscitato una forte reazione da parte dei partiti di opposizione.