crisi finanziaria globale

La crisi finanziaria globale si riferisce al periodo di estremo stress nei mercati finanziari globali e nei sistemi bancari tra la metà del 2007 e l’inizio del 2009 quando una flessione nel mercato immobiliare statunitense ha fatto da catalizzatore per una crisi finanziaria che si è diffusa dal Stati Uniti al resto del mondo. Molte banche in tutto il mondo hanno subito grosse perdite e hanno fatto affidamento sul sostegno governativo per evitare il fallimento. Milioni di persone hanno perso il lavoro mentre le principali economie avanzate hanno sperimentato una profonda recessione. Anche la ripresa dalla crisi è stata molto più lenta rispetto alle passate recessioni non associate a una crisi finanziaria.

Cause principali della crisi finanziaria globale del 2008

Una serie di fattori spiega la crisi e la sua gravità e le discussioni in proposito sono ancora in corso. Vediamo quali sono gli aspetti chiave.

  1. Eccessiva assunzione di rischi.

Negli anni precedenti alla crisi le condizioni economiche negli USA e in altri Paesi erano favorevoli. La crescita economica era forte e stabile e i tassi di inflazione, disoccupazione e interesse erano relativamente bassi. In questo contesto i prezzi delle case sono cresciuti fortemente e le aspettative che avrebbero continuato a salire hanno portato le famiglie a indebitarsi imprudentemente per acquistarle o costruirle. Molti mutui ipotecari erano per importi vicini o addirittura superiori al prezzo di acquisto della casa. Molti di tali prestiti rischiosi sono stati fatti da investitori per realizzare profitti a breve termine dalla compravendita di immobili, e da mutuatari “subprime” ad alto rischio.

Le banche e le società finanziarie erano disposte a concedere sempre più prestiti a rischio per una serie di motivi, tra cui spiccano:

  • aumento della concorrenza tra i prestatori per concedere quantità sempre maggiori di prestiti immobiliari che sembravano molto redditizi;
  • acarsa valutazione del rischio dovuta anche alla diffusa presunzione che le condizioni favorevoli sarebbero proseguite. Inoltre le banche vendevano grandi quantità di prestiti agli investitori come pacchetti chiamati “titoli garantiti da ipoteca” (MBS, mortgage-backed securities), consistenti in migliaia di prestiti ipotecari individuali di varia qualità. Nel tempo gli MBS sono diventati sempre più complessi e opachi, ma ancora valutati da agenzie esterne come molto sicuri. Gli investitori che hanno acquistato gli MBS hanno erroneamente pensato di acquistare un asset a bassissimo rischio: si presumeva che la maggior parte dei prestiti avrebbero continuato a essere rimborsati. Fra questi investitori c’erano grandi banche statunitensi, ma anche europee e di altri Paesi che cercavano rendimenti più elevati.
  1. Aumento dell’indebitamento di banche e investitori

Prima della crisi le banche e altri investitori a livello globale hanno preso in prestito importi crescenti per espandere i loro prestiti e acquistare MBS. Prendere in prestito denaro per acquistare un bene amplifica i potenziali profitti ma anche le potenziali perdite. Di conseguenza quando i prezzi delle case sono scesi le perdite sono state enormi.

Inoltre gli investitori hanno sempre più preso in prestito denaro per periodi molto brevi, anche overnight, per acquistare attività che non si potevano vendere rapidamente. Di conseguenza, sono diventati sempre più dipendenti da istituti di credito – fra cui altre banche – che concedevano nuovi prestiti man mano che i prestiti a breve termine esistenti venivano rimborsati.

  1. Regolamentazione ed errori di valutazione politica

La regolamentazione dei prestiti subprime e degli MBS era insufficiente e troppo lassista. Inoltre, con l’evolversi della crisi, molte banche centrali e governi non hanno riconosciuto appieno la misura in cui i crediti inesigibili erano stati concessi durante il boom e i molti modi in cui le perdite sui mutui stavano diffondendosi nel sistema finanziario.

Come si è svolta la crisi

I prezzi delle case negli Stati Uniti sono diminuiti e i mutuatari hanno mancato i rimborsi con tutte le conseguenze del caso a cascata. Le tensioni finanziarie hanno raggiunto il picco con il fallimento della Lehman Brothers nel settembre 2008 e poi quello di altre società finanziarie: nei mercati finanziari a livello globale si è creato il panico. Di conseguenza, i mercati finanziari sono diventati disfunzionali poiché tutti hanno cercato di vendere contemporaneamente. Quando la fiducia è crollata le imprese sono diventate molto meno disposte a investire e le famiglie a spendere, gli Stati Uniti e altre economie sono cadute nella più profonda recessione dai tempi della Grande Depressione.