rientro scuola come risparmiare

La scuola italiana si prepara a un nuovo giro di immissioni in ruolo, ma il piano assunzionale per il 2026-2027 arriva dentro un sistema ancora segnato dal peso delle supplenze. Il ministero dell’Istruzione e del Merito punta a coprire oltre 44 mila cattedre, mentre resta aperto il divario tra organici disponibili, docenti specializzati e continuità didattica. Secondo le stime riportate da Sky TG24, i sindacati parlano di circa 250 mila precari, mentre il ministero riduce la forbice a 100-150 mila unità.

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Il piano del ministero: 44.642 posti da autorizzare

Il nuovo contingente prevede la richiesta di assunzione per 44.642 insegnanti, destinati alle cattedre rimaste libere dopo la mobilità. Il via libera definitivo dovrà arrivare dal Consiglio dei ministri, dopo il passaggio con Mef e Funzione pubblica. Le procedure seguiranno lo schema già adottato nell’anno precedente, ma con l’ingresso dei vincitori del concorso Pnrr 3 e dei nuovi elenchi regionali degli idonei.

Il calendario: nomine concentrate tra luglio e agosto

La prima fase delle operazioni dovrà chiudersi entro il 30 luglio, con scorrimento delle graduatorie e assegnazione delle sedi. Dal 31 luglio al 13 agosto toccherà ai posti di sostegno tramite prima fascia Gps, mentre tra il 14 e il 21 agostoentrerà in gioco la cosiddetta mini call veloce. Tutto passerà dalla piattaforma ministeriale: chi riceve la proposta avrà cinque giorni per accettare, altrimenti la mancata risposta varrà come rinuncia.

Il sostegno resta il fronte più scoperto

Il punto più delicato resta il sostegno, dove la carenza di docenti specializzati continua a pesare su famiglie, scuole e studenti. Nel Torinese, secondo i dati citati da Sky TG24 e La Stampa, risultano ancora 1.918 cattedre vacanti, con criticità particolarmente forti nella primaria. È qui che il problema diventa anche economico-organizzativo: senza personale stabile, le scuole ricorrono a supplenze, rotazioni e soluzioni temporanee che indeboliscono la continuità didattica.

La Corte dei conti: il tempo determinato è diventato strutturale

Il quadro è stato richiamato anche dalla Corte dei conti nella sintesi della Relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025, che segnala le criticità legate alla spesa pubblica e alla gestione degli organici. Il ricorso esteso ai contratti a termine mostra come il precariato non sia più soltanto una risposta emergenziale, ma una componente stabile del funzionamento scolastico. Per i sindacati servono interventi strutturali: più programmazione universitaria, stabilizzazione dei posti in deroga e revisione del confine tra organico di diritto e organico di fatto.