La partita europea sull’efficienza energetica degli edifici si apre con un richiamo collettivo. La Commissione europea ha inviato una lettera di costituzione in mora a tutti i 27 Stati membri per il mancato recepimento completo della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici entro il termine stabilito. È il primo passaggio formale della procedura di infrazione, non una sanzione già applicata.
La scadenza del 29 maggio
La direttiva Ue 2024/1275, entrata in vigore il 28 maggio 2024, doveva essere trasposta nelle legislazioni nazionali entro il 29 maggio 2026 per la maggior parte delle disposizioni. La normativa aggiorna il quadro europeo sull’efficienza degli immobili e punta ad aumentare il ritmo delle ristrutturazioni energetiche, con particolare attenzione agli edifici dalle prestazioni peggiori.
Cosa contesta la Commissione
Bruxelles ritiene che nessuno dei Paesi dell’Unione abbia comunicato misure sufficienti a dimostrare il recepimento completo e tempestivo delle nuove regole. Le 27 procedure seguono quindi lo stesso percorso, ma riguardano singolarmente ciascuno Stato membro. I governi dovranno rispondere alla Commissione e illustrare i provvedimenti adottati per colmare le lacune normative contestate.
Nessuna multa automatica
L’apertura del fascicolo non comporta l’immediata imposizione di sanzioni. La lettera di costituzione in mora rappresenta infatti l’avvio del confronto formale tra Bruxelles e i governi nazionali. Qualora le risposte non fossero considerate adeguate, la Commissione potrebbe passare al parere motivato e, successivamente, decidere un eventuale ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue.
L’obiettivo: edifici a emissioni zero
La direttiva si inserisce nel percorso europeo verso un patrimonio immobiliare più efficiente e decarbonizzato entro il 2050. Tra gli obiettivi figurano la trasformazione progressiva degli edifici esistenti e l’introduzione di standard più stringenti per le nuove costruzioni: gli immobili pubblici di nuova realizzazione dovranno essere a emissioni zero dal 2028, mentre per gli altri nuovi edifici la scadenza è fissata al 2030, salvo specifiche eccezioni.













