L’Italia continua a inseguire il resto d’Europa sul fronte dell’efficienza energetica delle abitazioni. A fotografare il ritardo è l’ultima rilevazione di Eurostat, che evidenzia come il patrimonio residenziale italiano sia quello che, negli ultimi cinque anni, ha beneficiato meno di interventi di riqualificazione energetica rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea. Un dato che apre interrogativi non solo sul raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica, ma anche sulla capacità del mercato immobiliare di valorizzare gli investimenti in sostenibilità e riduzione dei consumi.
Un primato che pesa sulla competitività
Secondo i dati diffusi da Eurostat, nel 2025 appena il 2,6% delle abitazioni italiane aveva ricevuto interventi di miglioramento dell’efficienza energetica nei cinque anni precedenti. Si tratta della quota più bassa dell’intera Unione europea, ben distante dai principali partner europei e indicativa di un ritmo di riqualificazione che resta insufficiente rispetto alle sfide poste dalla decarbonizzazione e dall’aumento dei costi energetici.
Il confronto con gli altri Paesi europei
La distanza rispetto al resto dell’Europa appare particolarmente marcata. In testa alla classifica si colloca l’Olanda, dove il 60,5% delle abitazioni è stato interessato da interventi di efficientamento energetico nell’ultimo quinquennio. Seguono la Danimarca con il 34% e, a pari merito, Francia e Slovenia, entrambe al 33,3%. Nella parte bassa della graduatoria, prima dell’Italia, figurano Malta con il 7,8% e la Grecia con il 9,5%, valori comunque nettamente superiori a quelli registrati nel nostro Paese.
Le implicazioni economiche del ritardo italiano
Il dato assume una rilevanza significativa anche sotto il profilo economico, poiché la riqualificazione energetica rappresenta uno dei principali strumenti per ridurre i consumi delle famiglie, contenere le emissioni e incrementare il valore del patrimonio immobiliare. Una diffusione così limitata degli interventi rischia quindi di rallentare la modernizzazione del settore edilizio, con effetti anche sulla competitività del comparto delle costruzioni e sulla capacità di intercettare gli investimenti legati alla transizione verde.
La sfida per il mercato immobiliare
Il divario evidenziato da Eurostat suggerisce la necessità di accelerare il percorso di rinnovamento del patrimonio abitativo italiano attraverso strumenti in grado di favorire gli investimenti privati e sostenere la diffusione di tecnologie ad alta efficienza. In un contesto europeo sempre più orientato verso edifici a basse emissioni, recuperare terreno rappresenta una sfida strategica sia per il mercato immobiliare sia per la crescita sostenibile dell’economia nazionale.
















