prodotti con maggiori rincari

L’Italia, così come tutta l’Europa, si trova nella morsa di una fortissima inflazione, la più alta dal 1986, anno dell’esplosione della centrale di Chernobyl. A giugno 2022 l’inflazione nell’Eurozona ha toccato quota 8,6%, mentre in Italia si è fermata all’8%. Nel 1986 fu all’8,2%. Con l’aumento generale dei prezzi sale anche il valore carrello della spesa degli italiani che segna un +8,3%. Il prezzo dei beni alimentari, sia lavorati che non, cresce (da maggio 2022) rispettivamente dal +6,6% a +8,2% e dal +7,9% a +9,6%. Non va meglio per i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, passati da +4,4% a +5,0%, e per i trasporti, da +6% a +7,2%. Gli aumenti sono prevalentemente dovuti ai prezzi dell’energia, in crescita costante: da maggio a giungo 2022 si è passati da un +42,6% ad un +48,7% (beni energetici non regolamentati passati da +32,9% a +39,9%, beni energetici regolamentati stabili a +64,3%). Come difendersi dunque dal carovita e quali sono i prodotti che hanno subito i maggiori rincari?

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Carovita, prodotti con maggiori rincari

Uno studio redatto da Coldiretti su dati Istat a giugno 2022 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, ha permesso si stilare una vero e proprio black list dei prodotti che hanno subito maggiori rincari. Si va dal +68,6% del prezzo dell’olio di semi, ormai diventato sempre più introvabile, al +12,5% dei frutti di mare e al +13,4% dei gelati. I rincari, si legge nello studio, sono dovuti ai maggiori costi energetici e di produzione alimentati, principalmente, dalla scoppio della guerra in Ucraina.

“In cima alla classifica dei rincari ci sono gli oli di semi, soprattutto quello di girasole – dicono dalla Coldiretti Como Lecco – che risente del conflitto in Ucraina che è uno dei principali produttori e ha dovuto interrompere le spedizioni causa della guerra, mentre al secondo posto c’è il burro con un +27,7% e al terzo la farina, con i prezzi in salita del 20,5% trainati dagli aumenti del grano che interessano anche la pasta, in salita del 18,3%. Quinta piazza per la margarina (+16,8%) e sesta per la carne di pollo (+15,1%), mentre alla settima c’è il riso, con diecimila ettari seminati in meno quest’anno per la siccità che sta tagliando anche i raccolti. Rincari a doppia cifra – aggiunge Coldiretti Como Lecco – pure per le uova (+13,6%), seguite da patatine fritte (+13,5%) e gelati che costano il 13,4% in più rispetto allo scorso anno”.

Di seguito la top ten dei prodotti con i maggiori rincari: Olio di semi (girasole, mais, ecc.) +68,6%, Burro +27,7%, Farina +20,5%, Pasta +18,3%, Margarina +16,8%, Carne di pollo +15,1%, Riso +13,7%, Uova +13,6%, Patatine fritte +13,5%, Gelati +13,4%.

I prodotti con maggiori rincari secondo Coldiretti

Coldiretti stima anche che i forti rincari costeranno in totale in Italia 8,1 miliardi di euro soltanto per la spesa alimentare, andando così a gravare pesantemente su famiglie, imprese e l’intera filiera agroalimentare. “Più di 1 azienda agricola su 10 (11%) – dice Coldiretti – è in una situazione così critica che rischia portare alla cessazione dell’attività ma ben circa 1/3 del totale nazionale (30%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi di produzione, secondo il Crea. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio”. Una situazione al limite, per la quale Coldiretti stessa chiede che venga presto messo in atto un intervento deciso da parte del governo.