L’estate degli italiani costa sempre di più. Il caro vacanze 2026 fotografa una realtà fatta di rincari che, in dieci anni, hanno spinto verso l’alto il prezzo di molti beni e servizi legati alle ferie, con aumenti che in alcuni casi hanno sfiorato il 200%. Dalle tariffe aeree agli hotel, fino ai prodotti alimentari tipici della stagione estiva, l’aumento dei prezzi sta cambiando il modo di viaggiare delle famiglie, sempre più orientate verso vacanze brevi, destinazioni vicine e periodi meno costosi. È quanto emerge da un’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), che ha confrontato i prezzi del 2016 con quelli attuali utilizzando i dati ufficiali dell’Istat.

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Caro vacanze 2026, voli e trasporti guidano i rincari

Il primato degli aumenti spetta ai trasporti aerei. Secondo lo studio, i voli nazionali costano oggi il 193,3% in più rispetto a dieci anni fa, mentre le tariffe dei collegamenti europei sono aumentate del 187%. Più contenuto, ma comunque rilevante, il rincaro dei voli intercontinentali, che segnano un incremento del 68%, frenato negli ultimi mesi dalla minore domanda legata alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Anche viaggiare via mare è diventato molto più oneroso. I prezzi dei traghetti sono cresciuti del 92,1%, mentre sul fronte della mobilità su strada il gasolio costa mediamente il 61% in più rispetto al 2016 e la benzina registra un aumento del 28,5%. Noleggiare un’auto è diventato più caro del 28%, i biglietti ferroviari sono saliti del 27,6% e i pedaggi autostradali hanno registrato un incremento del 10,3%.

Hotel e vacanze all inclusive sempre più costosi

Anche il comparto dell’ospitalità ha registrato forti aumenti. Pernottare in albergo costa oggi in media il 69% in più rispetto a dieci anni fa, mentre i pacchetti vacanza tutto compreso hanno subito rincari del 46%. Più contenuta la crescita dei prezzi di villaggi turistici e campeggi, che segnano un aumento del 22%, confermandosi tra le soluzioni più convenienti per chi cerca di contenere il budget delle ferie.

Aumentano anche i prezzi dei prodotti tipici dell’estate

L’inflazione ha colpito anche la tavola. Tra gli alimenti simbolo della stagione estiva, i pomodori registrano il rincaro più elevato con un aumento del 74% rispetto al 2016. L’insalata costa il 41% in più, la frutta fresca il 39,8% e i gelati il 36%. Più costosa anche una cena di pesce: i prodotti ittici segnano un incremento del 33,7%, mentre l’acqua minerale aumenta del 33% e le bibite analcoliche del 30%.

Tra le poche note positive, la birra registra un aumento limitato al 16%, mentre i prezzi dei condizionatori sono cresciuti del 15%, ben al di sotto degli incrementi osservati in altri comparti.

Come cambiano le vacanze degli italiani

Secondo il presidente del comitato scientifico del C.r.c., Furio Truzzi, i forti rincari degli ultimi anni hanno modificato profondamente le abitudini di viaggio delle famiglie italiane.

Se nel 2016 la vacanza estiva durava mediamente 11 giorni ed era concentrata prevalentemente ad agosto, oggi gli italiani preferiscono soggiorni più brevi, di tre o quattro notti, distribuiti tra giugno, luglio e settembre, quando i prezzi risultano più contenuti.

Cambia anche la scelta delle destinazioni. Per ridurre le spese di trasporto, cresce la preferenza per mete vicine e facilmente raggiungibili, mentre il ricorso alle vacanze all’estero si è drasticamente ridotto. La quota di italiani che sceglie destinazioni internazionali per le ferie estive è infatti passata dal 25,5% del 2016 al 12% dello scorso anno, segno di un turismo sempre più influenzato dal caro prezzi e dalla necessità di contenere la spesa.