Cinque giorni in più per provare a recuperare una parte del conto lasciato dal caro carburante. Le imprese dell’autotrasporto avranno tempo fino alle 23.59 del 20 settembre per presentare la domanda sulla piattaforma dedicata al ristoro della maggiore spesa sostenuta per il gasolio. La proroga sposta in avanti il termine inizialmente fissato al 15 settembre e concede un margine supplementare a un settore che negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con l’aumento dei costi energetici e con una procedura amministrativa concentrata in poche settimane.
Un credito fino al 70% della maggiore spesa
La misura riconosce un credito d’imposta fino al 70% dell’incremento di spesa sostenuto per il gasolio tra marzo e agosto 2026 rispetto al prezzo di riferimento di febbraio. Il plafond complessivo previsto dal provvedimento è pari a 386,2 milioni di euro. Possono accedere al ristoro le imprese ammesse dalla disciplina che operano con veicoli Euro V ed Euro VI, compresi i mezzi per il trasporto merci di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate.
Una corsa contro il tempo tra fatture e rifornimenti
La finestra per inoltrare le richieste era stata aperta il 1° settembre, appena un giorno dopo la conclusione del periodo di spesa agevolato. Le aziende devono indicare separatamente i litri acquistati nei sei mesi interessati, selezionare i veicoli ammessi e allegare il file con le fatture del carburante. La piattaforma calcola quindi il ristoro massimo spettante sulla base della differenza rispetto al prezzo di febbraio, rendendo necessaria una ricostruzione puntuale dei consumi e degli importi.
Il pressing dei commercialisti sulla scadenza
A chiedere più tempo era stata anche l’Associazione nazionale commercialisti, che l’8 settembre aveva definito insufficiente la finestra di quindici giorni concessa a imprese e professionisti. Secondo l’Anc, la necessità di raccogliere dati, controllare le fatture e verificare la spettanza dell’agevolazione aveva trasformato la procedura in una vera corsa contro il tempo. L’associazione aveva inoltre criticato l’accesso tramite SPID del titolare o del rappresentante legale, ritenuto poco funzionale al lavoro degli intermediari.
Il sostegno a un settore sotto pressione
Il credito si inserisce nel pacchetto di interventi varato per attenuare l’impatto della crisi dei carburantisull’autotrasporto e sul trasporto passeggeri. Il governo ha inoltre previsto altri 11,4 milioni di euro per il comparto, che dovrebbero diventare disponibili dopo la conversione del decreto sul caro carburante. Per le imprese, però, la priorità resta ora completare le domande e trasformare il ristoro in liquidità fiscale, mentre il costo del gasolio continua a rappresentare una delle voci più pesanti nei bilanci del settore.
















