Tra le tensioni geopolitiche nella triangolazione Russia-Ucraina-Usa e l’attesa agitata per le indicazioni della Fed, i mercati ballano e cresce il sentiment negativo sui mercati. Oggi il gas ha subito un’impennata ad Amsterdam con il prezzo schizzato a 92,6 euro/megawattora (+17%) e c’è molta preoccupazione sul fronte delle polemiche monetarie. E a rendere il quadro ancora più confuso e frammentario, come conseguenza indiretta sia della crisi del gas sia delle preoccupazioni per la Fed, contribuiscono anche i crolli delle criptovalute.

Cripto, in Russia la banca centrale ha messo uno stop

Oggi il bitcoin è nuovamente in calo del 6,48% a 33.499 dollari, contagiando tutte le altre monete digitali. L’ether, per esempio, perde l’11,5% portandosi a quota 2.208 dollari, ai minimi da luglio 2021. Ad innescare però la forte svendita delle cripro-valute l’annuncio della Banca centrale russa di vietare il trading e il mining di criptovalute, sostenendo che la valuta digitale rappresenta un rischio per la stabilità finanziaria e la sovranità della politica monetaria. Non va nemmeno trascurato il forte di consumo di energia legato alla blockchain. Ciò bloccherebbe di fatto qualsiasi forma di investimento in cbitcoin da parte delle banche nonché lo scambio con le valute aventi corso nella Federazione Russa, uno dei più grandi centri del mondo per il mining. Da sola la Russia copre, infatti, circa il 10% del mercato globale. Un mercato fortementeinstabile e fortemente correlato all’andamento generale del mercato azionario. Intanto, mentre si attende l’intervento dellaFed e continuano le ondate di vendite, il mercato delle criptovalute continua a bruciare miliardi.