Il caro carburanti entra in una fase nuova. Dopo mesi di interventi generalizzati sulle accise, il governo prepara un cambio di rotta: meno sconti distribuiti indistintamente e più aiuti mirati alle famiglie con redditi bassi e alle categorie maggiormente esposte. Sul tavolo ci sarebbero buoni benzina, sostegni all’autotrasporto e nuovi strumenti per contenere l’impatto dei rincari, mentre resta il timore che la crisi energetica internazionale possa prolungarsi e trasferire nuovi costi sull’economia reale.
Dallo sconto sulle accise agli aiuti legati al reddito
L’ultimo intervento approvato dal Consiglio dei ministri proroga fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio, con un costo stimato per lo Stato di circa 130 milioni di euro. È una misura ponte, pensata anche per accompagnare il controesodo estivo: dopo la scadenza, l’esecutivo punta a sostegni “selettivi sulla base del reddito. Come specificato dall’ANSA, modalità e coperture finanziarie saranno definite nei prossimi giorni.
Buoni benzina, torna il modello dei fringe benefit
Tra le ipotesi riportate da Repubblica c’è un nuovo buono carburante destinato in particolare ai dipendenti con redditi più bassi. Il modello allo studio riprenderebbe quello utilizzato nel 2022: erogazione volontaria da parte delle imprese private, costo deducibile per il datore e beneficio non tassato per il lavoratore. Potrebbe essere riconosciuto come fringe benefit oppure attraverso un voucher cartaceo o digitale, senza una domanda individuale da presentare.
Autotrasporto e logistica, il rischio di rincari a catena
Il secondo fronte riguarda tir e furgoni, perché l’aumento del diesel non pesa soltanto sui bilanci delle imprese di trasporto ma può finire nei prezzi dei beni sugli scaffali. Il Tesoro sta quindi valutando strumenti specifici per autotrasporto e logistica, anche superando il tradizionale credito d’imposta. L’obiettivo è limitare l’effetto domino: maggiori costi di distribuzione, rincari per commercianti e produttori e, infine, nuove pressioni sui prezzi pagati dalle famiglie.
Benzina sopra i due euro, il conto per famiglie e imprese
La pressione sui bilanci è già evidente. Confesercenti stima che tra luglio e agosto gli automobilisti abbiano speso per i rifornimenti il 21% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aggravio complessivo fino a 1,8 miliardi di euro a parità di consumi.
Il nodo delle coperture e la strategia dopo settembre
Resta il problema delle risorse. La proroga dello sconto sul diesel viene finanziata attraverso un meccanismo di anticipo fiscale sulle imposte relative ai dividendi dei grandi gruppi energetici. Per le misure successive il governo dovrà trovare nuove coperture, mentre resta aperto il confronto politico su eventuali contributi del settore energetico. La scelta di fondo appare però delineata: abbandonare progressivamente gli sconti per tutti e concentrare la spesa pubblica su chi subisce maggiormente l’aumento dei carburanti















