Il governo prende ancora tempo sul caro carburanti. La strada indicata è una nuova mini-proroga di cinque giorni dello sconto sul diesel, fino al 10 settembre, mantenendo il taglio da 17 centesimi al litro introdotto a fine agosto. Il costo sarebbe coperto con il nuovo extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi alla pompa e contabilizzato dal Tesoro attraverso il meccanismo delle accise mobili.
Cinque giorni costano circa 50 milioni
I conti del ministero dell’Economia indicano un ordine di grandezza vicino ai 50 milioni di euro, anche se la cifra definitiva non è stata ancora comunicata. Il precedente extragettito, pari a 20,8 milioni, aveva finanziato due giorni di sconto: circa 10,4 milioni al giorno. Applicando lo stesso parametro, la nuova proroga richiederebbe poco più di 52 milioni, mantenendo invariata la riduzione da 17 centesimi al litro.
Dal 10 settembre cambia il modello
La proroga servirebbe soprattutto a costruire un ponte verso il nuovo sistema di aiuti. Dal 10 settembre il governo punta infatti ad abbandonare lo sconto generalizzato, giudicato troppo oneroso e poco mirato, per passare a interventi rivolti alle fasce economicamente più fragili e alle categorie più esposte. Tra le ipotesi figurano bonus carburante, tessere dedicate e sostegni specifici all’autotrasporto.
La partita sulla platea
Il nodo politico sarà stabilire chi avrà ancora diritto agli aiuti. Matteo Salvini ha chiesto di includere camionisti, agricoltori, pescatori e agenti di commercio, evitando di utilizzare l’Isee come unico parametro. Sul tavolo restano anche possibili strumenti per dipendenti, autonomi e partite Iva. La selettività consentirebbe di contenere la spesa, ma rende più delicata la definizione della platea dei beneficiari.
Extraprofitti ancora sul tavolo
Resta aperta anche la questione delle risorse future. Una delle ipotesi è finanziare parte degli interventi con un prelievo sugli extraprofitti delle società energetiche, soluzione sostenuta dalla Lega ma contestata dalle imprese. Forza Italia continua invece a mostrare cautela, preferendo l’idea di un contributo concordato. La proroga evita quindi un immediato rialzo del diesel, ma rinvia soltanto la scelta politica più difficile: decidere chi continuerà a ricevere sostegno e chi resterà fuori.
















