distributori di benzina
Più poteri a mister prezzi

La corsa  ai prezzi del carburante non si ferma: il caro benzina non viene fermato dalla riduzione delle accise. Il problema è il prezzo del petrolio, che nono stante l’aumento di produzione continua a impennarsi. Dopo la riunione dell’Opec+, che ha confermato il leggero aumento della produzione a partire da giugno, pari a 432 mila barili al giorno, non si sono fermati i rincari. Il Brent corre a 111,26 dollari al barile (+1,02), mentre i future sul Wti avanzano dello 0,81%.

Le sanzioni rischiano di peggiorare la situazione 

«La decisione dell’Ue di tagliare le importazioni di petrolio russe potrebbe far aumentare i prezzi del petrolio russe potrebbe far aumentare i prezzi. Bisogna vedere con quali condizioni verrà realizzata questa scelta». Lo ha detto la segreteria al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen. La preoccupazione è quindi forte per un eventuale escalation dei prezzi, al punto che nel Decreto Aiuti il governo ha già votato un’altra riduzione delle accise, per fare fronte al caro benzina. Il taglio delle accise è stato prorogato fino all’8 luglio.

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I gestori chiedono il tetto massimo al governo

I dati del Mise, la cui ultima rivelazione si è chiusa il 2 maggio, dicono che il prezzo della benzina è in media 1,778 euro al litro, mentre il gasolio 1,791. Da parte dell’associazione dei rifornitori Angac è arrivata segnalazione di alcune stazioni di servizio in Sardegna dove i prezzi hanno superato gli 1,8 euro. L’associazione che accusa senza mezzi termini le grandi compagnie petrolifere di speculazione che il governo non si limiti a diminuire le accise, ma espressamente chiede che venga posto un tetto massimo ai prezzi. Anche perché per la prima volta il prezzo del gasolio ha superato quello delle benzina, cosa che nel recente passato  non era mai capitata  Anche perché i gestori continuano ad avere sempre un ricarico di 4 centesimi lordi al litro qualsiasi prezzo abbia il carburante. Proprio le associazioni di categoria negli ultimi mesi hanno più volte chiesto un intervento del governo, perché a essere danneggiati sono anche i gestori delle stazioni di servizio.