Caro affitti

Da popolo di proprietari immobiliari, a inquilini in cerca di una casa: nonostante il caro affitti. Con il rialzo dei tassi non crescono soltanto i mutui, ma anche gli affitti. Il meccanismo è semplice, chi non può permettersi di comprare (anche se il prezzo di vendita è calato del 6,6% il rincaro è sul mutuo) affitta e salgono anche i canoni di locazione. Ne consegue che sempre più italiani si trovano in difficoltà economiche. Il quadro tracciato ieri da Scenari Immobiliari non è dei migliori ma aderente alla realtà.

 

Quanti italiani vivono in affitto

Se comprare casa un tempo era il sogno degli italiani, oggi appare sempre più impossibile. Nel 2000 il 23% delle famiglie aveva casa in locazione, oggi è il 26%. «Non è solo un fenomeno economico – dice Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – che spinge verso la locazione. Ma anche un diverso approccio al modo di vivere che è iniziato con i giovani e sta riguardando fasce più ampie della popolazione, soprattutto urbana. Le famiglie italiane hanno speso per pagare l’affitto oltre 5,8 miliardi di euro lo scorso anno. È una cifra che è cresciuta del 10% in cinque anni. E questo conteggio esclude il settore delle locazioni brevi»Su questo mutato comportamento pesa senza dubbio la vocazione delle nuove generazioni a un certo nomadismo, ma anche il non potersi permettere una casa.

«Nel 2023 l’aumento dei prezzi delle abitazioni e l’incremento del costo dei mutui – commenta Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – hanno contribuito a consolidare il ruolo della locazione come soluzione, almeno teoricamente, maggiormente sostenibile, momentanea e meno impegnativa. Anche in Italia il mercato ha mostrato livelli di dinamicità che hanno contribuito al superamento di sfide di natura contingente, quali riduzione del potere di acquisto, erosione dei risparmi, rialzo dei tassi e tendenze evolutive che stanno consolidando i cambiamenti di natura strutturale che avevano subito un’accelerazione a partire dalla fine del 2019, quali la forte crescita degli affitti brevi e le difficoltà delle locazioni di medio e lungo periodo. Tuttavia, permangono, per motivi differenti e in buona parte del territorio nazionale, criticità legate al rincaro degli affitti che rendono sempre più stringente la necessità di sviluppare politiche e forme di incentivazione allo sviluppo di un’offerta abitativa in locazione sostenibile».

 

La connessione tra caro mutui e caro affitti

Le politiche restrittive dell’Ue sembrano trascinare con sé anche un settore che almeno sulla carta non dovrebbe essere influenzato. «L’incremento del costo dei mutui e l’aumento dei prezzi di vendita stanno rendendo più difficoltoso l’acquisto di una abitazione, spingendo la domanda verso la locazione e trascinando al rialzo i canoni di affitto – ha affermato Giuseppe Crupi, CEO di Abitare Co. – Stiamo assistendo ad un cambio generazionale, un aumento di domanda composta da giovani al primo impiego, sia italiani che stranieri che arrivano a Milano, nuove famiglie e single under 40 che tendono ad andare in affitto grazie ad una buona disponibilità economica, a volte superiore alla media dei canoni di mercato».

 

Il caro affitti nel resto d’Europa

Questo andamento non è solo italiano. Anche l’Europa non è rimasta indifferente all’impennata dei prezzi. Negli ultimi dieci anni nei principali Paesi dell’UE (Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna) i canoni di locazione sono cresciuti mediamente del 41,5%. Nel corso del 2023, gli affitti residenziali sono aumentati in media del 5 per cento circa, raggiungendo i 18,50 euro al metro quadrato al mese. Il costo mensile di una singola stanza per studenti è aumentato del 5,3 per cento, per chiudere l’anno vicino ai 700 euro mensili. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto “La casa in locazione in Italia e in Europa – Focus Milano e Lombardia” presentato oggi a Milano da Scenari Immobiliari Abitare Co. nel corso del “FORUM LOCAZIONE – Tra mercato e società”.

Quali sono le città europee più care

Tra le principali città europee, Madrid è quella dove i canoni di locazione sono aumentati mediamente di più nel 2023, con un +8,6 per cento, seguita da Lisbona (+7,6 per cento), Milano e Vienna (+6,4), e Roma (+6,3). In lieve aumento gli affitti medi di Berlino (+1,7 per cento) mentre sono stabili a Monaco di Baviera (+0,5) e in calo ad Amsterdam (-2,1).

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Proprio la città dei tulipani conferma, invece, la sua leadership di prezzo, con un canone di affitto medio per un bilocale di 2.100 euro mensili, seppur in calo del 6,7 per cento rispetto al 2022. Il caro affitti nella città olandese ha colpito anche il costo di una singola stanza da affittare per uno studente; infatti, il prezzo mensile è nuovamente aumentato del 5,6 per cento andando a sfiorare i mille euro (950 euro). In Italia il livello di canone medio annuo più elevato si riscontra a Milano, dove raggiunge i 176 euro al metro quadrato anno; seguono Roma, con un canone annuo medio di 151 euro al metro quadrato, Bologna, dove è di circa 120 euro al metro quadrato, e Napoli dove il canone medio è di poco superiore ai 100 euro al metro quadrato annuo, infine Genova, con 85 euro al metro quadrato annuo. Le previsioni per il 2024 indicano il consolidamento del livello raggiunto: alla crescita dei volumi si affiancherà un leggero incremento dei canoni di locazione che, a livello medio nazionale, sarà di circa l’1,5 per cento, portando il valore medio di riferimento a 82 euro al metro quadrato anno.