Carne coltivata in laboratorio

Nel panorama dell’agroalimentare italiano, un passo epocale è stato compiuto. Con 159 sì, 53 no e 34 astenuti, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il divieto di produrre e vendere in Italia la carne prodotta in laboratorio tramite cellule staminali. Una mossa che sta già facendo eco a livello europeo. Lo scrive il Sole-24 Ore.

Carne sintetica divieto approvato alla Camera

I ministri alle Politiche Agricole e alla Salute Francesco Lollobrigida e Orazio Schillaci hanno visto coronare il loro sforzo con il via libera definitivo alla legge contro la carne sintetica. Con un chiaro risultato di 159 voti contro 53, l’Italia sancisce il divieto di produzione e commercializzazione di carne ottenuta dalla replicazione di cellule staminali animali. Il provvedimento è accompagnato da sanzioni pecuniarie, con multe da 1.000 a 60.000 euro o fino al 1% del fatturato annuale, fino a un massimo di 150.000 euro.

La giornata in aula ha visto lo scontro ideologico e la bocciatura della questione pregiudiziale di costituzionalità. Un segnale forte contro le critiche alla libertà d’impresa, con il ministro Lollobrigida che commenta soddisfatto: “Un risultato storico, l’Italia è all’avanguardia nella battaglia contro il cibo sintetico”. La Coldiretti, promotrice del disegno di legge, festeggia il successo.

Carne coltivata in laboratorio: cos’è e chi l’ha inventata

La carne sintetica, o più esattamente carne coltivata in laboratorio, è considerata un’innovazione nell’industria alimentare perchè elimina la necessità di allevamento e macellazione tradizionali. A differenza degli hamburger a base vegetale, questa carne è prodotta da vere cellule animali.

La produzione della carne coltivata in laboratorio passa attraverso quattro fasi distintive:

  1. Prelevamento delle Cellule Staminali: Un campione di cellule staminali viene prelevato da un animale vivo. Queste cellule possono svilupparsi in vari tipi specializzati di cellule nel corpo.
  2. Coltivazione in Bioreattori: Le cellule staminali sono coltivate in bioreattori, grandi vasche che ricreano un ambiente simile a quello del corpo dell’animale. I terreni di coltura forniscono i nutrienti necessari per la moltiplicazione delle cellule.
  3. Modifica dei Terreni di Coltura: I terreni di coltura vengono modificati in modo che le cellule staminali possano differenziarsi nei componenti principali della carne: muscolo, grasso e tessuto connettivo.
  4. Assemblaggio dell’Impalcatura: Le cellule differenziate vengono separate e organizzate per formare un’impalcatura, un materiale commestibile che sostiene l’organizzazione delle cellule nella forma desiderata, come una bistecca o carne macinata.*

Il primo esperimento con carne coltivata è avvenuto nell’agosto 2013, grazie al lavoro di un team guidato da Mark Post dell’Università di Maastricht. Da allora, oltre 60 start-up mirano a produrre e commercializzare carne coltivata, che va oltre il manzo, includendo pollo, anatra, frutti di mare, foie gras, canguro e molto altro.

Contenzioso con l’UE sul divieto?

L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, sarà chiamata ora a valutare la legge italiana nel contesto europeo. Eleonora Evi di Europa Verde solleva dubbi sull’atteggiamento italiano: “Il Governo rischia di violare le norme europee, danneggiando imprese e ricerca”.

Nel mondo, Singapore, gli Stati Uniti e Israele hanno già fatto passi significativi nella produzione di carne sintetica. Le dispute sulla sostenibilità alimentano il dibattito, con cifre contrastanti su emissioni e utilizzo del terreno. L’Italia, tuttavia, avanza come pioniera nella difesa di una tradizione alimentare basata sulla produzione tradizionale.