Caro benzina previsioni prezzo

Il governo interviene ancora sul caro carburanti e sceglie di concentrare il sostegno sul diesel. Il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga fino al 5 settembre dello sconto sulle accise sul gasolio, una misura che vale 17 centesimi al litro e che, secondo fonti di governo, comporta un costo vicino ai 130 milioni di euro. L’intervento arriva mentre i prezzi alla pompa restano stabilmente sopra quota due euro e torna al centro del confronto il tema di come finanziare misure più durature.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Diesel, sconto prorogato fino al 5 settembre

La proroga riguarda soltanto il gasolio e non la benzina. Lo sconto, reintrodotto il 28 luglio, resta quindi operativo per qualche giorno in più, nel pieno del controesodo estivo. Senza il taglio dell’accisa, un pieno da 50 litri costerebbe circa 8,50 euro in più. La misura è contenuta nel decreto legge dedicato ai prezzi petroliferi e alle conseguenze della crisi sui mercati internazionali.

Prezzi ancora sopra i due euro

I listini continuano intanto a muoversi verso l’alto. Secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio self service è pari a 2,017 euro al litro per la benzina e a 2,137 euro per il gasolio. In autostrada si sale rispettivamente a 2,092 e 2,208 euro al litro. I dati confermano una pressione che resta significativa sui bilanci di famiglie e imprese.

Il conto dell’estate e l’impatto sui consumi

Confesercenti stima che tra luglio e agosto 2026 gli automobilisti abbiano sostenuto una spesa per i rifornimenti superiore del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025, con un aggravio complessivo fino a 1,8 miliardi di euro. Per un pieno da 50 litri, l’aumento rispetto a un anno fa è di circa 14 euro per un’auto a benzina e supera i 20 euro per una diesel. L’associazione sottolinea che il taglio delle accise avrebbe già alleggerito il conto estivo di circa 300 milioni.

Extraprofitti, il nodo delle risorse

Accanto alla proroga delle accise resta aperto il dossier degli extraprofitti delle compagnie energetiche. Il tema riguarda gli utili straordinari generati in fasi di forte aumento dei prezzi dell’energia e la possibilità che una parte di queste risorse venga utilizzata per sostenere interventi contro il caro carburanti. Il confronto riguarda soprattutto la formula: una tassazione specifica oppure un contributo straordinario concordato con le aziende del settore, evitando di scaricare interamente sul bilancio pubblico il costo delle misure.