Per automobilisti e autotrasportatori arriva qualche giorno di tregua sul fronte del caro carburanti. Il taglio delle accise sul gasolio da 17 centesimi di euro al litro non scadrà infatti come previsto, ma sarà prorogato fino a giovedì 10 settembre. A intervenire è il Ministero dell’Economia, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, che ha predisposto un decreto per estendere la misura. Il provvedimento, secondo quanto si apprende, è già stato definito e attende ora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, necessaria per rendere operativo il nuovo termine.
Gasolio, sconto di 17 centesimi sulle accise
La misura interviene direttamente sulla componente fiscale del prezzo del diesel. Lo sconto è infatti pari a 17 centesimi di euro per ogni litro di gasolio e consente di ridurre il peso delle accise sul prezzo pagato alla pompa. L’effetto effettivo sul costo finale del carburante continua naturalmente a dipendere anche dalle quotazioni internazionali del petrolio e dai margini applicati lungo la filiera della distribuzione.
La proroga assume particolare rilievo per il trasporto su strada. Il gasolio rappresenta infatti una voce di costo significativa per le imprese dell’autotrasporto e una sua riduzione può contribuire ad attenuare le spese legate alla movimentazione delle merci. Gli effetti possono riflettersi, indirettamente, anche sui costi logistici sostenuti dalle imprese e sui prezzi finali dei prodotti.
Accise mobili, come funziona il meccanismo
Il nuovo decreto introduce anche un elemento aggiuntivo: l’attivazione del meccanismo delle accise mobili. Si tratta di uno strumento che permette di intervenire sulla tassazione dei carburanti in funzione dell’andamento dei prezzi e delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dei costi alla pompa.
Nel caso della nuova proroga, la copertura arriva dall’extra gettito Iva registrato ad agosto. L’Iva è infatti applicata anche ai carburanti e, quando il prezzo di vendita aumenta, a parità di quantità acquistate cresce anche l’ammontare dell’imposta incassata dallo Stato.
Il meccanismo consente quindi di destinare una parte di queste maggiori entrate alla riduzione delle accise. In altre parole, una quota dell’incremento del gettito fiscale derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti viene utilizzata per alleggerire, almeno temporaneamente, il peso delle imposte sul gasolio.
















