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Il taglio delle accise deciso dal governo doveva tradursi rapidamente in uno sconto visibile sui tabelloni di benzina e diesel. Ma non tutti gli operatori hanno seguito lo stesso passo: per questo il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha acceso un faro sulla rete nazionale, trasformando il monitoraggio dei listini in una vera operazione di controllo contro possibili anomalie e condotte speculative.

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La lista consegnata alla Guardia di Finanza

Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, conosciuto come Mister Prezzi, ha trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco degli impianti che non avevano ancora adeguato i listini alla riduzione delle accise. La documentazione comprende le anomalie considerate più significative e indirizza le verifiche verso i casi nei quali lo sconto fiscale non risulta trasferito correttamente agli automobilisti.

Controlli sulla rete e lungo la filiera

Gli accertamenti interessano distributori stradali, stazioni autostradali e diversi passaggi della filiera petrolifera. L’obiettivo è verificare se il mancato ribasso dipenda dai normali tempi tecnici di aggiornamento oppure da comportamenti economicamente ingiustificati, tutelando così la trasparenza dei prezzi e l’effettiva applicazione del provvedimento governativo.

Dall’11,4% al 2,7% degli impianti

Nella rilevazione delle ore 8 del 20 marzo, quasi il 60% dei 12.107 punti vendita monitorati aveva ridotto i prezzi, mentre l’11,4% degli impianti li aveva addirittura aumentati. Nel pomeriggio la quota era scesa al 4,5% e, il giorno successivo, il nuovo elenco degli operatori ancora anomali riguardava il 2,7% della rete, segnale di un adeguamento accelerato anche dall’avvio dei controlli.

Le verifiche potranno arrivare in procura

Gli esiti degli accertamenti saranno trasmessi all’Autorità Antitrust, che potrà valutare l’apertura di procedimenti e l’applicazione di eventuali sanzioni. Nei casi in cui la Guardia di Finanza individui profili di rilevanza penale, la documentazione sarà inoltrata anche all’autorità giudiziaria: non un passaggio automatico, dunque, ma subordinato all’emersione di possibili reati.