La soglia psicologica dei due euro torna a comparire sui distributori italiani. La benzina self service sulla rete stradale nazionale ha raggiunto una media di 2,002 euro al litro, riportandosi su livelli che non si vedevano da quasi tre anni. A pesare sugli automobilisti è anche il gasolio, già stabilmente oltre quota due euro, mentre la nuova fiammata del petrolio internazionale riapre il fronte del caro-carburanti proprio nel pieno degli spostamenti estivi. I dati arrivano dall’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit e sono stati rilanciati dall’ANSA.
Benzina oltre quota 2 euro, diesel ancora più caro
Secondo l’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla rete ordinaria il prezzo medio della benzina self è salito da 1,997 a 2,002 euro al litro, mentre il gasolio è passato da 2,107 a 2,116 euro. Ancora più elevati i valori sulle autostrade: 2,077 euro al litro per la verde e 2,186 euro per il diesel. Numeri che fotografano una pressione crescente sulla spesa per la mobilità e che riportano in primo piano l’impatto dei carburanti sui bilanci di famiglie e imprese.
Un livello che mancava da settembre 2023
Il superamento dei due euro assume un peso particolare anche nel confronto storico. Stando alle statistiche settimanali raccolte dal ministero dell’Ambiente e richiamate dall’ANSA, la benzina non oltrepassava questa soglia dal 18-24 settembre 2023, quando la media aveva raggiunto 2,001 euro al litro. Il ritorno sui massimi da quasi tre anni arriva dopo settimane di progressivo irrigidimento dei listini e trasforma nuovamente il prezzo alla pompa in uno degli indicatori più sensibili per il potere d’acquisto delle famiglie italiane.
Il petrolio torna a correre e aumenta la pressione sui listini
Sul mercato internazionale si è intanto riaccesa la corsa del greggio. Giovedì 20 agosto il Brent è salito a 93,33 dollari al barile, con un rialzo dell’1,87%, mentre il Wti americano ha raggiunto 87,23 dollari, in aumento dell’1,63%. L’accelerazione è arrivata in una giornata segnata dalle nuove tensioni legate all’Iran e dalle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump. Il rincaro del petrolio non si trasferisce automaticamente e con gli stessi tempi sui distributori, ma rappresenta un ulteriore elemento di pressione sui costi di approvvigionamento e raffinazione.
Il conto dell’estate e la pressione per nuovi interventi
Il caro-carburanti si inserisce in un’estate già pesante per gli automobilisti. Secondo un’elaborazione del Codacons, a luglio la spesa per benzina e gasolio su strade e autostrade è aumentata di 782 milioni di euro rispetto allo stesso mese del 2025, raggiungendo complessivamente circa 5,6 miliardi. L’associazione ha inoltre chiesto nuovi interventi fiscali sui carburanti, mentre il tema delle accise continua a essere al centro del confronto politico. Le stime del Codacons sono elaborazioni dell’associazione e vanno quindi distinte dai dati ufficiali sui prezzi pubblicati dal Mimit.
















