La corsa dei carburanti torna a pesare sui bilanci delle famiglie e sui costi delle imprese. Dopo i nuovi rincari registrati nel fine settimana, i prezzi di benzina e gasolio si sono stabilizzati soltanto nella giornata di lunedì, ma su livelli che non si vedevano da anni. La benzina self è tornata ai massimi dall’ottobre 2023, mentre il diesel ha raggiunto valori che mancavano dal marzo 2022, ampliando le pressioni sulla mobilità e sul trasporto delle merci.
Benzina vicina alla soglia dei due euro
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 27 luglio, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self è salito a 1,982 euro al litro, contro 1,968 euro rilevati il 24 luglio. In appena tre giorni l’incremento è stato quindi di 1,4 centesimi al litro, riportando il costo del pieno vicino alla soglia psicologica dei due euro e ai livelli osservati all’inizio dell’autunno 2023.
Diesel oltre quota 2,18 euro
Ancora più marcato il movimento del gasolio, il cui prezzo medio self ha raggiunto 2,185 euro al litro, rispetto ai 2,161 euro del 24 luglio. L’aumento di 2,4 centesimi porta il diesel ai massimi dalla metà di marzo 2022, con possibili ricadute sui costi della logistica, dell’autotrasporto e delle filiere produttive più dipendenti dalla movimentazione su strada.
Le differenze tra compagnie e no logo
L’elaborazione di Quotidiano Energia, basata sui dati trasmessi dai gestori all’Osservaprezzi del Mimit e aggiornata alle ore 8 del 26 luglio, indica per la benzina self prezzi medi delle compagnie compresi tra 1,982 e 1,994 euro al litro, mentre gli impianti no logo si attestano a 1,980 euro. Per il diesel self la forbice è più ampia: da 2,162 a 2,216 euro presso le compagnie, contro 2,193 euro dei distributori indipendenti.
Il servito resta sensibilmente più caro
Il divario aumenta scegliendo il rifornimento con operatore. Per la benzina servita, i prezzi medi delle compagnie oscillano tra 2,068 e 2,182 euro al litro, mentre i no logo segnano 2,034 euro. Sul diesel servito si va invece da 2,274 a 2,378 euro, contro 2,248 euro degli indipendenti: una differenza che può tradursi in diversi euro aggiuntivi per ogni pieno.
Gpl e metano, rincari più contenuti
Su livelli inferiori restano i carburanti alternativi. Il Gpl presenta prezzi medi compresi tra 0,759 e 0,786 euro al litro presso gli impianti delle compagnie, con i no logo a 0,749 euro. Per il metano auto, invece, le quotazioni oscillano tra 1,573 e 1,693 euro al chilogrammo, mentre la media delle stazioni indipendenti si colloca a 1,607 euro.
Petrolio in calo, attesa per gli effetti alla pompa
Sul mercato internazionale, le quotazioni dei prodotti raffinati hanno chiuso venerdì in discesa, con una flessione più evidente per il diesel. In apertura di settimana anche il Brent è sceso sotto quota 91 al barile e il Wti sotto quota 84, in un quadro condizionato dalla sospensione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran indicata nel testo di partenza. L’eventuale trasferimento del calo delle materie prime ai listini della rete distributiva dipenderà tuttavia dai tempi di adeguamento dei prezzi industriali e commerciali.
















