
Il sollievo fiscale sul diesel arriva al capolinea proprio mentre il caro-carburanti continua a pesare sui bilanci delle famiglie italiane. Dal 5 ottobre termina infatti la riduzione di 6,1 centesimi sulle accise del gasolio e il sistema dovrebbe lasciare spazio alle accise mobili, pensate per modulare il prelievo fiscale in relazione all’andamento delle quotazioni energetiche. Sullo sfondo resta un mercato ancora sotto pressione: secondo le stime elaborate da Adusbef, l’Associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari, finanziari, postali e assicurativi, tra marzo e agosto gli automobilisti avrebbero sostenuto 4,7 miliardi di euro di spesa in più per benzina e gasolio rispetto allo stesso periodo del 2025.
Finisce lo sconto sul diesel, il rischio torna sui listini
La scadenza del taglio fiscale riporta al centro il peso delle accise sul gasolio. La riduzione di 6,1 centesimi termina il 5 ottobre e sarà sostituita dal meccanismo delle accise mobili, mentre il Codacons teme possibili nuovi rialzi del diesel. Nelle ultime giornate, tuttavia, sconti commerciali e price cap delle compagnie hanno prodotto una discesa dei prezzi: sulla rete ordinaria, secondo l’associazione, in una settimana la benzina è calata di 11 centesimi al litro e il gasolio di 13,3 centesimi, con un risparmio stimato rispettivamente in 5,50 e 6,65 euro su un pieno da 50 litri.
Sei mesi di rincari valgono 4,7 miliardi
A misurare l’impatto economico della corsa dei carburanti è Adusbef, associazione nazionale impegnata nella tutela dei consumatori e degli utenti. Secondo una sua elaborazione, tra marzo e agosto 2026 gli italiani hanno speso circa 30 miliardi di euro per i rifornimenti sulla rete stradale e autostradale, escluse le vendite extra-rete. Nello stesso periodo del 2025 il conto era stato di 25,3 miliardi: la differenza supera così 4,7 miliardi di euro. Si tratta dunque di una stima dell’associazione dei consumatori e non di un dato statistico prodotto direttamente da un ente pubblico.
L’estate ha concentrato una parte consistente dell’aumento
Il conto si è fatto particolarmente pesante nei mesi degli esodi estivi. Sempre secondo le elaborazioni di Adusbef, a luglio e agosto la spesa complessiva per benzina e diesel ha raggiunto 10,6 miliardi di euro, circa 1,75 miliardi in più rispetto allo stesso bimestre del 2025. Le entrate fiscali, secondo i calcoli dell’associazione, sono invece rimaste sostanzialmente stabili, passando da 5,1 a 5,2 miliardi.
Alla pompa il diesel resta sopra i 2,20 euro
Sul fronte dei prezzi il riferimento è invece una fonte istituzionale: l’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo i dati Mimit riportati da ANSA, il 4 ottobre il prezzo medio nazionale self service è di 2,049 euro al litro per la benzina e 2,244 euro per il gasolio; in autostrada si sale rispettivamente a 2,064 e 2,268 euro al litro. È su questi livelli che arriva la fine dello sconto fiscale, con possibili conseguenze non soltanto per gli automobilisti ma anche sui costi di trasporto e, indirettamente, sulle filiere distributive.















