Alessandro Scarciglia

di Diletta Talenti

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Cresce a ritmi vertiginosi il mercato globale della fibra di carbonio applicata all’automotive, uno dei comparti industriali più dinamici del decennio, ma chi acquista accessori per la propria sportiva si trova spesso davanti a un ostacolo che le statistiche non evidenziano: prodotti di qualità mediocre e un’assistenza dopo la vendita quasi assente. Il contrasto è evidente se si guarda alle cifre. Secondo i dati, nel 2025 il mercato mondiale della fibra di carbonio valeva 6,70 miliardi di dollari, con una proiezione a 16,41 miliardi entro il 2034. Numeri che raccontano un settore in forte espansione, ma con una distribuzione al dettaglio che frequentemente delude chi cerca affidabilità.

In Germania il solo comparto dei compositi in fibra di carbonio destinati all’automotive registra una crescita superiore all’11% nei prossimi cinque anni, mentre il mercato globale delle ruote in fibra di carbonio è previsto a 860,89 milioni di dollari già nel 2026. Sul fronte italiano, i dati Assocompositi indicano per il settore dei compositi una variazione positiva del +5% nel triennio 2023-2025. Una fotografia di salute che tuttavia non scioglie il nodo vissuto dagli appassionati di auto sportive: reperire componenti curati e un venditore presente anche dopo l’acquisto. È proprio da questa insoddisfazione che prende vita 595 Racing Parts srl, realtà italiana specializzata nella produzione e vendita di accessori in fibra di carbonio e nella progettazione di componenti meccanici per vetture sportive, con un’attenzione centrale alla Fiat 500 Abarth. L’ha fondata nel gennaio 2024 Alessandro Scarciglia, classe 2000, che prima di intraprendere l’attività imprenditoriale faceva il commesso. “Ero cliente presso altre aziende del settore e non ricevevo un buon servizio – racconta -. Ho guardato il mercato, ho visto che non c’era un leader capace di offrire quello che cercavo, e ho deciso di farlo io”.

Ho aperto partendo da casa, con piccole rate per acquistare i primi prodotti.» La vicenda dell’impresa è quella di una startup che ha trasformato una passione d’infanzia in un modello di business. Alessandro vide le prime pubblicità della 500 Abarth da bambino, la comprò a vent’anni e da allora ogni articolo messo in vendita viene prima provato sulla sua stessa vettura. Un metodo artigianale che si è misurato, uscendone vincente, con un mercato già affollato al momento dell’esordio. “Quando ho aperto, il settore degli accessori aftermarket per Abarth era già abbastanza saturo – riconosce – Eppure sono riuscito a differenziarmi e a crescere, mentre tante altre piccole realtà che hanno provato ad aprire nello stesso periodo hanno chiuso nel breve termine. La differenza l’ha fatta la qualità del prodotto e l’attenzione al cliente”. L’organizzazione produttiva si fonda su una netta distinzione: una parte dei prodotti nasce da ideazione e sviluppo interni, per poi essere realizzata con stampi in acciaio e lavorazione in autoclave secondo i procedimenti tradizionali della manifattura in fibra di carbonio. La lavorazione del carbonio prevede la posa del foglio di fibra, l’applicazione della resina, il passaggio in autoclave e infine la rifinitura con lavorazione e lucidatura.

Non si tratta di stampa 3D, come spesso si crede: il carbonio richiede stampi fisici costosi, e questo trasforma ogni nuovo articolo in una vera sfida imprenditoriale. “Lo stampo costa tantissimo – spiega Alessandro -. Prima di farlo, ragiono se il prodotto potrebbe piacere. Siccome sono io il primo appassionato, penso: se piace a me, dovrebbe piacere anche ai miei clienti. Fino ad ora è sempre andata così”. La clientela dell’azienda è variegata per età, dai ventenni ai sessantenni, e distribuita ben oltre i confini nazionali. Le spedizioni raggiungono ogni parte del mondo, con ordini che provengono da Stati Uniti, Australia e Giappone. Un elemento che conferma la risonanza internazionale del made in Italy nel tuning di qualità, capace di superare le dimensioni della piccola impresa. Secondo Research Nester, il mercato globale dei compositi in fibra di carbonio per il settore automobilistico è stimato in 32,7 miliardi di dollari nel 2026, e una porzione crescente di questa domanda arriva proprio da privati appassionati alla ricerca di pezzi esclusivi, introvabili altrove.

Tra i tratti distintivi di 595 Racing Parts srl c’è la produzione di componenti in esclusiva, assenti dai cataloghi dei concorrenti. “Cerco sempre di fare prodotti che non hanno gli altri – osserva Alessandro -. Ci sono prodotti che hanno anche tre o quattro competitor diversi in Italia, ma tanti altri non ce li ha nessuno. Il cliente sa che da noi trova qualcosa di unico per la sua Abarth, con una qualità garantita e un’assistenza post-vendita che non scade mai. È successo che dopo un anno un cliente mi ha segnalato un pezzo difettato: gliel’ho sostituito gratis, senza discutere”. Dal 2025 l’impresa ha avviato un ampliamento verso altri marchi, tra cui Audi, BMW, Mercedes, Ferrari e Porsche, senza abbandonare il core business rappresentato dalla 500 Abarth. Una mossa strategica orientata alla diversificazione ma rispettosa dell’identità del brand. I nuovi acquirenti, spesso incuriositi dal nome «595», scoprono che l’azienda si occupa anche della loro vettura e apprezzano la medesima cura dedicata agli Abarth. La gestione del rapporto con i clienti resta interamente affidata ad Alessandro, per scelta precisa: la competenza tecnica e la passione autentica del fondatore vengono percepite come un valore aggiunto difficilmente riproducibile da operatori esterni nell’immediato. Il caso 595 Racing Parts srl si colloca in un più vasto ritorno del tuning di qualità in Europa. Gli Abarth Club diffusi in ogni provincia italiana promuovono ritrovi settimanali, raduni e manifestazioni in cui gli appassionati mostrano le proprie auto personalizzate. In questi contesti il passaparola si rivela il canale di marketing più efficace: chi espone i pezzi acquistati raccoglie complimenti e genera nuovi ordini. Un ecosistema comunitario che sostiene una domanda costante e fedele, difficile da raggiungere con la pubblicità tradizionale.

L’espansione del mercato globale della fibra di carbonio, sospinta dall’automotive ma anche dall’aerospazio e dallo sport, comporta una progressiva riduzione dei costi di produzione e una maggiore accessibilità dei materiali compositi anche nel segmento aftermarket. Grazie alla propria tradizione manifatturiera e al know-how nel design, l’Italia è nelle condizioni di ricoprire un ruolo di rilievo in questo scenario, purché le piccole imprese del settore sappiano organizzarsi e competere sulla qualità anziché sul prezzo. “L’idea iniziale di aprire 595 Racing Parts srl non è mai stata per i soldi, ma per la passione- conclude Alessandro -. I soldi sono arrivati dopo, come frutto del lavoro. Ho scelto di puntare sulla qualità piuttosto che guadagnare di più dando roba scadente. Chi fa il contrario, a lungo termine ci rimette”. Un modello che, in un mercato da miliardi di dollari ancora presidiato dai grandi player industriali, dimostra come una nicchia ben gestita, con prodotto autentico e servizio reale, possa costruire un vantaggio competitivo destinato a durare.