Capitale sociale cos'è significato
Capitale sociale cos'è significato

Capitale sociale, cos’è e qual è il suo significato. Lo spieghiamo in modo semplice.

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Cos’è il capitale sociale

Quando leggiamo le informazioni relative alle società, imprese e aziende, troviamo spesso la voce “Capitale sociale”. È una informazione generalmente riportata in carattere piccolo e a margine del sito web della società o anche di un volantino o fattura emessa. Tecnicamente, il capitale sociale di una società è l’ammontare complessivo di tutti i versamenti e i conferimenti dei soci che fanno parte di quella società. Questo valore (il totale delle quote versate dai soci) viene riportato anche nell’atto costitutivo della società stessa.

Cosa significa capitale sociale

Il capitale sociale indica, dunque, il valore delle somme e dei beni conferiti dai soci di una società. Non solo soldi, quindi, ma anche beni messi a disposizione dai soci per formare la società. Queste quote (composte di soldi o beni) sono conferiti a titolo di capitale di rischio quando viene approvato l’atto costitutivo dell’impresa.

Il capitale sociale è il totale di tutte le quote messe a disposizione dai soci, frazionato in quote ciascuna di pari valore. Le quote vengono assegnate ai soci in proporzione a quanto versato (o al valore dei beni conferito) da ciascun socio.

Queste quote che compongono il capitale sociale rappresentano il rischio dell’azienda. Significa che, in caso di fallimento o illeciti penali, a seconda del tipo di società costituita, queste quote saranno a disposizione per sanare in parte, o tutto, i debiti o gli illeciti commessi.

Quanto vale un capitale sociale

Con riferimento ai documenti contabili il capitale sociale viene iscritto nello stato patrimoniale, nella sezione del passivo in quanto rappresenta una sorta di “debito” dell’impresa nei confronti dei propri soci.

Il valore del capitale sociale dipende dal tipo di società che i soci hanno fondato. La società viene scelta sulla base degli obiettivi, del lavoro e del rischio d’impresa.

Il codice civile stabilisce che le società per azioni e le società in accomandita per azioni devono avere un capitale minimo iniziale di 100 mila euro.

Invece per le società a responsabilità limitata il capitale iniziale è pari a 10 mila euro.

La normativa consente ai soci di versare il capitale dovuto in più momenti e non subito, all’atto della costituzione della società. In ogni caso, per le società di capitali è obbligatorio versare almeno i 3/10 del capitale sociale al momento della costituzione della società.

Differenza capitale sociale e capitale nominale

I versamenti ancora dovuti dai soci al momento della fondazione di una società, vengono iscritti nel bilancio come credito verso soci. Ciò porta ad una suddivisione del capitale in due parti:

  • Capitale nominale (o sottoscritto).

Il capitale nominale è proprio il capitale definito nell’atto costitutivo ed è pari al prodotto tra il numero di azioni (quote) sottoscritte dai soci ed il loro valore nominale.

  • Capitale versato.

Sono le quote effettivamente versate e in pancia alla società, a disposizione.

Cos’è l’aumento di capitale

Durante la vita produttiva di una società, il capitale sociale può subire variazioni. Può sia aumentare che diminuire. Ad esempio, la società può deliberare un aumento di capitale o una riduzione dello stesso.

Ogni delibera avente ad oggetto una variazione del capitale sociale deve essere approvata dall’assemblea straordinaria dei soci, costituendo una modifica dell’atto costitutivo. La necessità della delibera da parte dell’assemblea straordinaria è in linea con la funzione del capitale sociale. Infatti, esso costituisce una garanzia per i creditori della società ed è per questo che la legge stabilisce norme che ne tutelano l’integrità da eventuali reati o cattive gestioni che poi danneggiano altri soci.

Ad esempio, per legge è obbligatorio accantonare a riserva il 5% dell’utile di esercizio (cioè il profitto della società) fino a quando questo profitto non raggiunge almeno 1/5 dell’intero valore del capitale sociale. Quindi del valore di tutte le quote messe a disposizione dai soci.

Facciamo un esempio pratico. Se nel primo anno di attività della società l’utile è di 100 mila euro e il capitale sociale messo a disposizione da tutti i soci fondatori è pari a 600 mila euro, significa che siamo sotto 1/5. Quindi, 5mila euro dovranno essere accantonati come riserva. I 5mila euro sono il 5% di 100mila euro, che è l’utile ipotizzato.

Capitale sociale: alcuni consigli utili

Anche per questo, il capitale sociale è fondamentale quando decidete, tra più soci, di far nascere una azienda. Dal numero e dal valore di quote messe a disposizione dai soci dipenderanno i primi anni di attività dell’impresa fondata. Importante è fissare subito i primi obiettivi, in maniera chiara e realistica, con un business plan. Altrimenti si rischia di mettere troppo valore per un’azienda che non decollerà subito.