Centrosinistra Calenda Letta

In principio doveva essere il “campo largo” (Enrico Letta dixit), poi è trascolorato in “campo aperto”, a un certo punto ha rischiato di trasformarsi in un “campo profughi” ma alla fine, niente, “non c’è campo” (copyright Il Manifesto). La parabola della coalizione di centrosinistra negli ultimi mesi è tutta in questo calembour. Ieri l’ultima scena: Verdi e Sinistra Italiana fanno saltare il banco dopo il patto Pd-Azione di Calenda, Di Maio lasciato fuori chiede “più rispetto” e come sintetizza il Giornale «L’accozzaglia è già finita in rissa».

Ma se la destra può contare su un vantaggio di voti che “il lucido suicidio politico capeggiato dal PD” (copyright sempre Il Manifesto) difficilmente riuscirà a intaccare (così pare almeno), i sonni di Meloni & Co. sono comunque turbati dalle cancellerie europee che storcono il naso solo a pensare alla sovranista Giorgia seduta sulla sedia che è ancora di Mario Draghi. Per non parlare delle idee del centrodestra in materia economica: poche e confuse. Dalle pensioni (i leghisti pensano a quota 41 ma i meloniani non ci stanno) al lavoro non si capisce che idea abbiano davvero del futuro del Paese (ma questo vale anche per la sinistra, a dire il vero) dove i lavoratori possono ancora essere presi a schiaffi dai dante causa solo perché chiedono di essere pagati (è successo anche questo a una donna di colore allo Sprar di Soverato).

Un Paese sempre più nel caos, dove l’ultima moda è quella del delisting, la fuga dalla Borsa (buon ultimo Diego Dalla Valle) che sta mettendo in discussione la stessa Piazza Affari e i buoni numeri della ripresa 2022 che rischiano di essere schiacciati dall’inflazione sempre più al galoppo.

Nel frattempo, il mondo è sull’orlo di una crisi (un’altra!?) con Pechino arrabbiatissima con Taiwan per la visita della speaker americana Nancy Pelosi, la guerra in Ucraina che ancora infuria e quella del gas sullo sfondo.

In mezzo alla campagna (elettorale) 

Lo scontro sul patto Pd-Azione a sinistra è dunque realtà. Il Corsera scrive che “Verdi e Si disertano l’incontro con Letta, disagio, si va verso la rottura”. Debora Serracchiani, intervistata, dice che “il progetto comune rimane possibile”.

Sugli altri fronti Berlusconi promette un nuovo miracolo italiano e i 5Stelle cambiano le regole per favorire Raggi e Di Battista. Guido Crosetto di FdI, sempre sul Corriere, lancia un appello agli avversari: “lavoriamo tutti per il Paese”.

La prima di Repubblica è su Giorgia Meloni: “inquieta l’Europa, l’Ue teme la vittoria della destra, possibile tour della leader sovrani sta nelle cancellerie”. Il quotidiano romano riporta gli scontri a sinistra, l’ira di Di Maio ma anche che mentre “prosegue la corsa di Pd e FdI, Mario Draghi nei sondaggi resta il più gradito”.

Sulla Stampa Massimo Cacciari, intervistato, chiosa: “Per battere la destra utile anche le briciole” mentre“Patuanelli invita Verdi e Sinistra Italiana a unirsi ai 5Stelle e Di Maio chiede rispetto”. 

Il Sole-24 Ore riporta lo scontro tra Lega e Fdi in tema di pensioni: “Salvini vuole quota 41, Fratelli d’Italia pensa a chi non ha  una storia contributiva continuativa” mentre Il Messaggero apre con “La sinistra si spacca su Nato e termovalorizzatori”.

Ironico, come da copione, il titolone del Manifesto sulle liti a sinistra: “Non c’è campo”. 

Sferzante ovviamente Il Giornale che in prima scrive: “L’ammucchiata è già una rissa, centro sinistra, scoppia il caos dei collegi, Fratoianni e Bonelli minacciano di andarsene, c’è disagio, pesiamo come Calenda, Letta in tilt” e più in basso dà notizia che “Conte ricicla i poltronari Grillini:  tutti a lavorare nel partito”. 

Libero Quotidiano sceglie di aprire sulle Tv: “Rai e la 7 votano PD: i talkshow sembrano già comizi elettorali e Viale Mazzini prepara le assunzioni di ricerca dei giornalisti vicini ai dem” e il direttore Sallusti nel suo editoriale scrive di un “imminente botto giudiziario contro personalità del centrodestra, scoppierà a fine agosto”. 

Il mondo sull’orlo di una crisi (di nervi)

Di spalla sul Corriere “La Cina ferita che vuole punire gli USA (senza fretta)”, Federico Rampini avverte: “Taiwan ha il potere di innescare una terza guerra mondiale, più dell’Ucraina”. Toni allarmanti sulla Stampa: “nel futuro di Taipei c’è una nuova guerra” avvisa Lucio Caracciolo.

Tutta l’economia che serve 

Il Corsera di spalla dà notizia del “decreto aiuti: pensioni più alte da ottobre, un piano da 14 miliardi” e riporta “l’Opa di Della Valle su Tod’s con obiettivo l’uscita dalla Borsa: puntiamo a valorizzare i marchi”. Secondo Verità&Affari “nel futuro di Tod’s c’è Lvmh”

Sul caso Tod’s e le uscita dalla Borsa apre la prima il Sole-24 Ore ricordando l’addio di Atlantia ed Exor e che “il delisting a Piazza Affari vale già 47 miliardi”.

La Repubblica ricorda invece che oggi il Dl Aiuti – bis l’ultimo grande provvedimento di Mario Draghi – sarà in CdM: stretta sugli extraprofitti e bollette nel welfare aziendaletaglio del cuneo dell’1,8% fino a 35 mila euro, aumenti per i professori, pensioni rivalutate del 2% e c’è la norma salva-Ilva”. “Bollette senza freni, 8 miliardi di aiuti, il governo aumenta stipendi e pensioni” sintetizza La Stampa. Ma il Fatto Quotidiano trova il trucco: “Draghi beffa i sindacati, in busta meno di 200 €, i miseri aumenti dei salari”.

Inflazione al 10,3% nei Paesi OCSE, record dal 1998” scrive Marco Sabella sul Corriere della Sera, “rialzo trainato da alimentari e energia”.

Notizia sulle pagine Milano del Corsera: cambia la governance di Milano Cortina 2026, l’Ad Vincenzo Novari verso l’uscita

Un sondaggio di Ilvo Diamanti su La Repubblica dice che “a far paura agli italiani ora è soprattutto il carovita”.

Di spalla sul Sole-24 Ore: “Criptovalute, l’ecosistema Solana attaccato dagli hacker: svuotati 8000 portafogli danno tra i 4,5 e gli 8 milioni di dollari” e buone notizie per Banco Bpm (“utile netto in aumento del 6.3%) e per Tim (“stime migliori grazie al taglio dei costi e intesa con Dazn sul calcio”).

Sul Messaggero allarme dello Svimez: Centro come ii Sud, sul Pil si allarga il divario con il Nord, più Stato per blindare soldi il PNRR” e “Biciclette elettriche, targhe come le moto perché le modifiche”.

Anche Avvenire apre sul rapporto Svimez: “Frattura a Sud, l’aumento dei prezzi colpisce le famiglie a basso reddito e torna ad ampliarsi il divario con il Nord Italia. Dopo la ripresa ora pesano l’inflazione e la frenata degli investimenti, il PNRR chiave del riscatto rischia di rimanere bloccato”.

Per chi ha tempo (gli editoriali da leggere)

“C’è un punto su cui tutti gli schieramenti in questa campagna elettorale dovranno fare i conti, quello delle disuaglianze” (“Vincere la povertà per davvero” Linda Laura Sabbadini su La Repubblica).

“La quasi totalità degli analisti internazionale si chiede come sia stato possibile che l’Italia abbia registrato una crescita congiunturale così forte e come il governo Draghi artefice di questi risultati si sia potuto dimettere per il venir meno della fiducia di 3 leader di partito incuranti dell‘interesse nazionale”. (“L’eredità Draghi, una crescita da primato”, Marco Fortis sul Sole-24 Ore)

“Da Tod’s alla Roma, e poi Atlantia, Cattolica, Autogrill, Exor e tutte le altre:  perché le grandi aziende scappano da Piazza Affari? Appunti su un capitalismo disorientato e un paese ostile alla cultura del rischio”. (“La grande fuga dalla Borsa”, Claudio Cerasa sul Foglio)

“C’è del metodo in questa follia” si potrebbe dire citando l’Amleto, sembra che sia stato lasciato cadere l’appello lanciato da più partiti per un ampio accordo elettorale tra tutte le forze di centro sinistra e sinistra, siamo di fronte a un vero e proprio suicidio politico politico”. (“Un lucido suicidio politico capeggiato dal PD”, Antonio Floridia sul Manifesto)