Canone Rai

Il bilancio della Rai dell’anno scorso si chiude in sostanziale pareggio, nonostante Viale Mazzini abbia registrato minori entrate dal canone ordinario (quello delle famiglie) per 38,7 milioni di euro. L’emorragia da canone ha svariate motivazioni. Una di queste, si legge nel bilancio, è imputabile “alle difficoltà delle famiglie, considerata la complessità del contesto socioeconomico”.

Le famiglie italiane sono in difficoltà e alcune, spiega la Rai con improvvisa sincerità, faticano a pagare la bolletta elettrica. Questo è un problema per il servizio pubblico televisivo, poiché la bolletta della luce include anche il pagamento del canone. Viale Mazzini soffre così le conseguenze “di un sensibile incremento della morosità” (stimato nell’ordine dell’1,5 percento).

Canone Rai: ai morosi si aggiungono i ritardatari

Altre famiglie morose si aggiungono a quelle che sono già in ritardo o inadempienti nei pagamenti. È ragionevole stimare in 40-45 mila i nuovi morosi.

La flessione nelle entrate da canone è causata anche da “ritardi nei tempi di fatturazione” di “alcune imprese fornitrici di energia elettrica”. Queste imprese incassano i soldi della bolletta ma riversano in ritardo la quota che spetta allo Stato, per la Rai.

In questo clima difficile, lo Stato fatica anche a incassare con la forza il canone ordinario non pagato negli anni passati. Nel corso del 2022, la riscossione coattiva ha portato nelle casse pubbliche 11,8 milioni di euro, cifra che si riduce a 10,2 milioni nel problematico 2023.