Cambiare l’azienda è come scalare una montagna

Cambiare è la più grande sfida per le aziende. Ma è anche la parola d’ordine per avere successo nel nostro tempo, fatto di velocità e innovazione costante: occorre accettare il cambiamento e farne il proprio punto di forza. Attenzione, però: se pensate di avere la flessibilità necessaria ad adattarsi,  ma non avete mai fatto nulla per confermarlo, potreste essere a rischio di rigidità. Perché la change-ability è un muscolo che va allenato gradualmente e in maniera costante per poter sprigionare tutta la sua forza quando necessario. Almeno, questa è la visione di Methodos, che non per niente si definisce “la Change nanagement company”: una società di consulenza che da 40 anni ha fatto della gestione del cambiamento, appunto, la sua vocazione.

Strategie di cambiamento culturale, smart-working, employee engagement, modelli di leadership innovativi, pensiero integrato e stakeholder engagement: Methodos muove tutte le leve organizzative per trasportare i propri clienti da una sponda all’altra dei grandi fiumi del cambiamento. Da Amplifon a Magneti Marelli, da Fca a Danieli, da Lavazza a Crédit Agricole, ma anche Oxfam e International Association for the Study of Lung Cancer hanno capito che il cambiamento continuo è una necessità, non un’optional, per restare competitivi.

Un approccio che Methodos non poteva non applicare anche su se stessa. E che per dimostrare la propria “change-ability” ha deciso di scalare il Tetto d’Europa. Il progetto inizia dal nome evocativo: M4810, come la sua iniziale e i metri di difficoltà che dovrà affrontare.

«Alla convention 2015 sulla vision 2020 abbiamo lanciato una grande sfida per tutti noi», spiega Filippo Muzi Falconi, ceo di Methodos Group: «Gli obiettivi quinquennali prevedevano di triplicare la crescita di fatturato, crescere a livello internazionale, rafforzare la nostra posizione nel cultural change management, sviluppare sistemi innovativi digitali per accompagnare le trasformazioni. Non sapevamo, allora, esattamente come avremmo potuto fare un salto così grande, ma eravamo certi di una cosa: sicuramente non ci saremmo riusciti facendo ciò che abbiamo sempre fatto. Il cambiamento continuo è una condizione essenziale per le aziende di successo, che altrimenti vengono fagocitate dalle trasformazioni del mercato. Proprio noi che lo professiamo non potevamo esserne esenti. Così, nel 2017, per accelerare ulteriormente il passo del cambiamento che avevamo, è nata l’idea di M4810. Andare oltre i confini, seppur già ampi, che ci eravamo fissati: una strada diversa per allenarci a pensare e ad agire in grande».

Affrontare una sfida fuori dalla propria area di comfort aiuta a sviluppare quello che viene definito un “winning mindset”

Il viaggio alpinistico è la dimensione dentro la quale Methodos ha scelto di affrontare una sfida fuori dalla propria area di comfort, per guidare l’organizzazione nel suo più grande salto di mindset, in situazioni di forte complessità favorevoli e sfavorevoli. Si tratta di sviluppare quello che Methodos definisce un Winning Mindset: nel lavoro come nell’approccio alla montagna, affrontare un percorso di crescita delle proprie ambizioni e di scoperta del proprio potenziale.

Un percorso che, in montagna, si sviluppa nel corso di due anni, fino all’ascesa al Monte Bianco nel 2020. Tutti i componenti dell’azienda, più di 50 persone, sono stati invitati a partecipare al progetto, con un impegno su diversi fronti: in primo luogo prendere confidenza con l’ambiente della montagna, superare i primi ostacoli psicofisici della preparazione, lavorare per migliorare il proprio allenamento fisico, controllare la propria alimentazione; poi entrare nel vivo esercitandosi con uscite mensili di gruppo in montagna, apprendere le tecniche dell’alpinismo e superare i propri limiti del passato. Il tutto in maniera consapevole e graduale.

Ma il progetto prevede anche un forte impegno nell’organizzazione della macchina operativa, dall’organizzazione della Red Week, un’intera settimana dedicata al progetto che si tiene a giugno, alle partnership. Tra di esse, quella con il Wwf il cui ruolo è molto importante per l’azienda e per la montagna in generale.

«Siamo molto orgogliosi di essere riusciti a coinvolgere il Wwf Oasi in questo progetto, perché crediamo che sia un interlocutore fondamentale, che possa aiutarci a conoscere e valorizzare l’aspetto naturalistico di questa esperienza», spiega Giulio Gallana, managing partner di Methodos Italia. «Abbiamo deciso di costruire insieme delle attività di ricerca in montagna, che potranno essere svolte attraverso le diverse tappe della spedizione, e di supportare campagne di sensibilizzazione e di comunicazione esterna anche attraverso la realizzazione di attività nelle Oasi; un percorso che ci permetterà di accompagnare il Wwf fino al 2020, anno clou per la sfida del cambiamento climatico». Il team ha già affrontato trekking sul Monte Disgrazia, Monte Fallère e Passo del Sempione, e le prossime sfide prevedono di salire ulteriormente di quota e affrontare il Petit Mont Blanc (3.400 metri), il ghiacciaio della Vallee Blanche (3.800 metri), per poi passare i 4.000 metri con il Monte Rosa e il Gran Paradiso. Una sfida ambiziosa, che sta dimostrando tutta la sua complessità ad ogni uscita, proprio dal punto di vista del mindset.

I consulenti di Methodos sono un gruppo coeso e affiatato nel lavoro, che però ha passi e abilità diverse in montagna, nonché diverse propensioni ad un cambiamento così grande. Una sfida che sta stimolando ogni partecipante della spedizione a un lavoro su sé stesso e sulla propria capacità di crescere in team e cambiare. Ad ogni passo, ad ogni uscita, si analizza il risultato ottenuto, lo si misura con gli obiettivi della spedizione e, dove non c’è corrispondenza, si cambia. Un processo di implementazione e analisi dei risultati tipico del Change Management. «Ad ogni uscita in montagna ci scontriamo con le difficoltà che ogni giorno aiutiamo i nostri clienti a superare», ci racconta Alessio Vaccarezza, ceo di Methodos Italia. «È davvero un’esperienza di change management fuor di metafora straordinaria, che sta cambiando il nostro modo di essere un gruppo, ci sta insegnando tanto e mettendo alla prova. Era importante progettare un percorso di lunga durata: se avessimo deciso di farlo dall’oggi al domani, sarebbe stato vissuto solo come uno sforzo impossibile. Ma con una preparazione di due anni, ad ogni tappa possiamo imparare qualcosa e migliorarci. Per questo abbiamo deciso di creare un percorso ispirato a M4810, accessibile anche ai nostri clienti: perché la nostra sfida non è solo nostra, diventa anche quella di tutti coloro che vogliono andare oltre, utilizzando l’approccio esperienziale per sperimentare e sperimentarsi».

Un progetto unico, che ha trovato il favore e il supporto di tanti interlocutori di tutto rispetto: dalle Guide Alpine di Courmayeur al Cai di Milano, che accompagneranno il gruppo verso la meta, e che di settimana in settimana supportano il cambiamento del team con lezioni e insegnamenti pratici sulle competenze utili in montagna. All’impresa partecipa anche Garmin, con i suoi device evolutissimi per la misurazione di tutti i parametri fisici e la registrazione delle attività di preparazione, che sono stati messi a disposizione del team per monitorare il cambiamento anche da un punto di vista fisico. Tra i partner figura anche l’Istituto di Medicina dello Sport di Milano e le palestre GetFit, che contribuiranno all’allenamento e alla cura dei consulenti-novelli atleti, mentre la fondazione LiHS (leadership in safety) che si occupa di cambiamento culturale in ottica di sicurezza e salute, darà visibilità al progetto nella propria piattaforma (Italia Loves Safety). Infine, i fondatori di ViaggioSoloAndata.it, che sono stati coinvolti per dare voce con immagini e testi al progetto, seguendolo ad ogni passo per dare vita alla comunicazione della spedizione sul blog.