Cambiare i contrattiper rilanciare il lavoro
Andrea Cafà

E

voluzione delle forme del lavoro, cambiamenti organizzativi e tutele dei lavoratori sono alcune tra le parole chiave del convegno organizzato il mese scorso dall’Osservatorio del Lavoro Cifa-Confsal nella sede del Cnel. Nel titolo “Contratti 4.0 – Innovare le imprese, tutelare il lavoro” sta il fulcro della questione che coincide con la necessità di ripensare una contrattazione collettiva in chiave moderna, innovativa e di qualità, che sappia riconoscere le nuove esigenze di imprese e lavoratori e sappia garantirne, al contempo, la piena realizzazione. In una società che vede cambiare con grande velocità le forme del lavoro c’è bisogno di risposte adeguate e di un “pavimento di tutele universali” per tutti i lavoratori, siano essi dipendenti, autonomi o parasubordinati – come ha proposto nel suo intervento Cesare Damiano che dell’Osservatorio ha la direzione scientifica.

Il futuro dell’occupazione non può prescindere dai processi di sviluppo che coinvolgono la forza lavoro, a cominciare dalla sua formazione, per far fronte alle sfide del mercato, ai cambiamenti organizzativi aziendali e allo svolgimento del lavoro in modalità nuove e sempre più “agili”.  Lo ha sottolineato il presidente del Cnel, Tiziano Treu, secondo cui capire come cambiamo “i lavori” nell’impresa digitalizzata significa capire come governare le transizioni dentro l’azienda e come poter attrezzare i lavoratori. Ed è qui che risulta fondamentale il diritto dei lavoratori a una formazione continua e mirata”.

Lo sanno bene Cifa e Confsal che, impegnate da tempo nel delineare una contrattazione collettiva di qualità, hanno recentemente fatto un ulteriore passo in questa direzione siglando un accordo interconfederale per la regolamentazione dello smart working. “L’accordo – spiega Andrea Cafà, presidente di Cifa – dà nuova linfa al lavoro agile. Pur situandosi nell’ambito del lavoro dipendente, getta le basi per traghettare la tradizionale figura di lavoratore subordinato verso una nuova immagine di lavoratore più responsabile, più autonomo e più partecipe: il lavoratore agile”.

Per Donata Gottardi – ordinario di Diritto del lavoro presso l’Università di Verona, componente dell’Osservatorio e già autrice di uno studio comparato tra i Ccnl Cifa-Confsal e i cosiddetti “contratti leader” – è giunto il momento che la rappresentatività venga valutata secondo una logica di qualità e non di quantità, andando oltre il “comparativamente” basato solo sui numeri. “Oggi a essere determinanti nella contrattazione sono qualità e innovazione – sostiene Gottardi -. Ecco perché la centralità della formazione continua, cui è legato il miglioramento retributivo grazie all’istituto dello ‘scatto di competenza’, è una delle innovazioni più significative dei Ccnl Cifa-Confsal. Ed è ancora l’Accordo interconfederale Cifa-Confsal sul lavoro agile a scardinare la tradizionale logica della prestazione lavorativa andando oltre il controllo diretto e i vincoli spazio-temporali”.

In definitiva, secondo le parole del segretario generale Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, il convegno è stata l’occasione per riflettere su quanto sia necessaria e urgente una riforma organica del lavoro, che corrisponda ai cambiamenti in atto nel mondo del lavoro e che prenda slancio da una contrattazione di qualità e da un rinnovato ruolo del sindacato più aperto e propositivo.