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Secondo il report annuale di Everstream Analytics, il cambiamento climatico sarà la principale causa d’interruzione della supply chain nel settore logistico, più della guerra e dei rivolgimenti geopolitici. Solo il freddo estremo negli Stati Uniti ha causato una perdita di 3,5 miliardi dollari all’anno. “Il cambiamento climatico è una grande sfida per il settore e farsi trovare pronti con le adeguate soluzioni diventa fondamentale” spiega Andrea Franceschelli, vicepresidente di Due Torri spa

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Secondo il rapporto annuale sui rischi per il 2024 di Everstream Analytics, riportato da Foxweather.com, incidenti legati al meteo come uragani, tempeste invernali, incendi e alluvioni saranno le principali cause d’interruzione per le catene di approvvigionamento. Tra gli esempi portati c’è il caso del Canale di Panama che sta vivendo la peggior siccità dal 1950 costringendo a limitare il numero di navi che lo attraversano tutti i giorni. Da questo ne conseguono tempi di attesa più lunghi col rischio che le grandi petroliere potrebbero essere costrette a rinunciare ad attraversare il canale. Altri pericoli arrivano da uragani, tempeste e bombe d’acqua.

Quali sono gli eventi che hanno fatto più danni

L’uragano Ian, che ha colpito la California nel settembre del 2022, ha portato a una diminuzione del 75% delle spedizioni rispetto alle settimane precedenti. Le consegne che sono state effettuate hanno visto un aumento medio dei tempi di spedizione di 2,5 giorni. In Texas, dall’11 al 20 febbraio 2021, un’ondata di freddo intenso ha causato un ritardo medio nelle consegne di quasi due giorni. Un anno dopo, a Buffalo, il gelo natalizio, che è durato dal 21 al 26 dicembre, ha causato una diminuzione del 40% delle spedizioni rispetto alle settimane precedenti. Il discorso non cambia se si parla di incendi. La scarsa visibilità causata dagli incendi in Canada del giugno 2023 ha portato conseguenze fino a Chicago e New York. Le consegne a Chicago dal 26 al 28 giugno e a New York City dal 5 al 7 giugno sono state ritardate fino a due giorni, come riportato da Everstream.

“Il cambiamento climatico è una grande sfida che il settore della logistica sta già affrontando – spiega Andrea Franceschelli, vicepresidente di Due Torri spa, azienda bolognese attiva nel settore della logistica integrata – Situazioni estreme possono mettere a rischio la filiera per questo bisogna farsi trovare pronti. Da un lato è importante investire in tecnologie sostenibili, dall’altro sviluppare piani di emergenza per gestire le interruzioni della catena d’approvvigionamento”.

Quali problemi può creare il cambiamento climatico in estate

Nei mesi estivi i problemi maggiori arrivano dalle inondazioni che possono danneggiare strade, ponti, ferrovie, magazzini e altri beni infrastrutturali cruciali per la logistica. Altrettanto minaccioso è il caldo estremo che può compromettere articoli deperibili come frutta, verdura, prodotti farmaceutici e latticini. Questi prodotti sono altamente sensibili alle fluttuazioni di temperatura e possono deteriorarsi rapidamente quando esposti a calore estremo. Mantenere una temperatura controllata e costante lungo tutta la catena d’approvvigionamento diventa una sfida fondamentale per garantire che questi prodotti raggiungano i consumatori in condizioni ottimali. Il trasporto su nave in estate teme i cicloni tropicali coi porti costretti a chiudere e i mari agitati che rendono la navigazione pericolosa. Secondo Forbes US si stima che eventi meteorologici estremi come forti precipitazioni, bufere di neve e forti venti causino in media il 23% di tutti i ritardi nel trasporto su camion. Questi ritardi costano all’industria statunitense quasi 3,5 miliardi di dollari all’anno. Vanno considerati i costi di riparazione per danni a infrastrutture e merci, l’aumento dei premi assicurativi e la perdita di vendite a causa di ritardi nelle consegne. Infine, il meteo estremo può creare condizioni di lavoro pericolose per i lavoratori del settore logistico, aumentando il rischio d’incidenti e infortuni.

Ecco cinque consigli per non incorrere nei problemi del cambiamento climatico

Gli esperti di Due Torri hanno elaborato cinque suggerimenti per prepararsi adeguatamente ai cambiamenti climatici nel settore del trasporto delle merci:

  1. Ottimizzazione delle rotte: È fondamentale sviluppare strategie flessibili che possano adattarsi rapidamente alle condizioni meteorologiche variabili, garantendo il flusso delle merci anche quando alcune rotte risultano inaccessibili. L’impiego di software per la pianificazione di percorsi più efficienti può essere di grande aiuto.
  2. Miglioramento degli strumenti di previsione meteorologica: Investire in tecnologie avanzate di previsione meteorologica consente di anticipare interruzioni e pianificare le operazioni per ridurre al minimo l’impatto sugli spostamenti delle merci.
  3. Promozione della sostenibilità: Ridurre l’impatto ambientale è essenziale. Ciò può essere ottenuto attraverso l’uso di veicoli ecocompatibili, l’implementazione di programmi di logistica inversa per il recupero e il riciclo dei prodotti restituiti, e l’utilizzo di materiali sostenibili e riciclabili.
  4. Rafforzamento delle infrastrutture e dei magazzini: Investire in infrastrutture capaci di resistere a eventi meteorologici estremi, come inondazioni e uragani, è cruciale per garantire la continuità operativa.
  5. Creazione di piani dettagliati: È importante sviluppare piani ben strutturati che stabiliscano le azioni da intraprendere prima, durante e dopo un evento climatico avverso, coinvolgendo dipendenti, clienti e fornitoriLEGGI ANCHE: Il cambiamento climatico passa da Firenze, città modello