Azionario: volatilità e rotazioni settoriali per il prossimo anno

Cambio di rotta per il prossimo anno. Se quest’anno è stato all’insegna delle politiche accomodanti delle banche centrali, quello che ci aspetta invece per il 2022 è un bel ridimensionamento degli acquisti di attivi. Un contesto molto diverso per i tassi d’interesse a breve termine, che vedrà rialzi per gran parte dei principali istituti centrali. A detta degli esperti, il venire meno del supporto monetario e le valutazioni iniziali onerose suggerirebbero un approccio più selettivo al reddito fisso nel 2022.

«Nei periodi di recessione capita spesso che le agenzie di rating declassino le società le cui sorti economiche iniziano a essere sfavorevoli», spiega Gene Tannuzzo, responsabile reddito fisso globale di Columbia Threadneedle (nella foto sotto). «Durante la pandemia, il volume di questi “angeli caduti” ha raggiunto livelli senza precedenti: 184 miliardi di dollari di obbligazioni societarie hanno perso il loro status investment grade (Ig). Gestione aggressiva dei costi, spese per investimenti, dividendi, riacquisti di azioni e strutture di capitale: tutto ha aiutato a stabilizzare i saldi di cassa delle imprese. Il progressivo ritorno della domanda ha fatto crescere rapidamente i margini di profitto e il free cash flow, consentendo alle aziende di ripagare il debito e migliorare la propria qualità creditizia. Riteniamo che il 2022 sarà l’anno degli “astri nascenti”, in quanto molte società high yield verranno promosse e passeranno nella fascia investment grade (nel grafico sotto)». 

In un contesto in cui l’aumento delle quotazioni resta limitato, i potenziali astri nascenti potrebbero rappresentare una rara opportunità di guadagno. I premi al rischio tra le obbligazioni BB e BBB continuano a offrire valore, senza contare che i prezzi potrebbero salire dal momento che gli investitori si aspettano rating più elevati. Occorre però una ricerca fondamentale mirata sul credito per identificare i titoli promettenti prima dell’intervento delle agenzie. 

 

L’ondata di liquidità indotta dal Covid-19 ha riportato gli investitori nei mercati finanziari di tutto il mondo, spingendo le valutazioni a livelli storicamente onerosi in gran parte dei mercati obbligazionari liquidi. Le eccezioni degne di nota sono le obbligazioni meno liquide, meno seguite o meno incluse negli indici. Ciò vale in modo particolare per il credito strutturato e i municipal bond. «Quasi il 40% dei mortgage-backed securities e asset-backed securities non è incluso in alcun benchmark, comprese gran parte delle opportunità più proficue di questo universo», nota Tannuzzo. «La stessa dinamica si riscontra nel segmento dei municipal bond, dove la forte frammentazione, i volumi ridotti delle emissioni e la frequente assenza di rating creditizi fa sì che i benchmark di questa classe di attivi escludano spesso molte opportunità. In ogni caso, una strategia attiva e basata sulla ricerca può fare luce sul rapporto rischio/rendimento in queste aree per beneficiare di prospettive di ricavi e rendimenti più allettanti rispetto alle alternative passive».

«Nel 2022», conclude l’esperto, «ci aspettiamo che il filo conduttore del mercato si sposti dallo stato di shock e stupore innescato dalla pandemia alla tradizionale fase espansionistica del ciclo economico. In questo periodo gli investitori obbligazionari traggono molto meno vantaggio dalla detenzione di strumenti associati a un rischio di mercato generico, poiché le banche centrali si apprestano a mettere in atto le loro strategie di uscita. Un approccio più mirato, incentrato sul miglioramento dei bilanci aziendali e delle finanze dei consumatori, dovrebbe portare a migliori risultati nel 2022».