Da rottamatore a riciclato. L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha appena annunciato l’accordo raggiunto con il fuggitivo Carlo Calenda (leader di Azione). L’obiettivo dichiarato è rifondare un (im)probabile Terzo Polo vicino a Mario Draghi. Di vero c’è che i due solitari dovranno superare la prova dello sbarramento in questa volata elettorale, per non perdere la poltrona a Roma.

Dopo aver dato l’estrema unzione al governo Letta (Anno 2014: “Enrico, stai sereno!”), nel 2022 Enrico non sta ancora sereno, ma intanto lo ha scaricato tra le braccia di Calenda. Anche se, la vendetta va servita fredda, e il momento è ancora troppo caldo.

La coppia Calenda Renzi si è ricongiunta. Alcuni ricorderanno che nell’ottobre 2012, esattamente 10 anni fa, il segretario di Azione è stato tra i firmatari del manifesto politico “Verso la Terza Repubblica” dell’associazione Italia Futura, fondata da Luca Cordero di Montezemolo, che gli affidò l’incarico di coordinare la scelta dei candidati per le politiche. Nel febbraio 2013 si candida alle elezioni politiche nella lista di Scelta Civica nella circoscrizione Lazio 1 della Camera, ma non sarà eletto. In compenso si guadagnerà il soprannome di “Sciolta Civica”. Poco dopo, ammetterà pubblicamente: “Avendo contribuito a formare Scelta Civica, si sa per certo che di politica non capisco NIENTE!”.

E infatti, capiva così poco che il 2 maggio 2013 viene nominato viceministro dello sviluppo economico nel governo Letta e poi riconfermato nell’esecutivo successivo guidato da Renzi.

 

Calenda Renzi

In questi 10 anni, i rapporti tra Carlo e Matteo sono stati tutto un susseguirsi altalenante di abbracci e stracci che volavano. Pensate che solo un mese fa, a inizio luglio del 2022, il capo di Italia Viva ha così apostrofato il suo ex ministro: “Io a differenza sua faccio politica da anni. E amo la professionalità di chi fa politica, senza isterie e scatti umorali”. Calenda non le mandò a dire: “La nostra sfida è quella di costruire un’area riformista forte con un lavoro serio e comportamenti netti e coerenti. Abbiamo progetti differenti“.

 

Calenda a Renzi “Orrore”

In queste ore sono virali le vecchie dichiarazioni di Calenda (qui video e meme).

 

Matteo Renzi: patrimonio e guadagni

Ma veniamo alla ciccia. Dopo il patrimonio di Calenda, oggi facciamo due conticini a quello ben più cospicuo e misterioso del senatore fiorentino.

Oggi Calenda ha ringraziato Renzi per averlo nominato leader del Terzo Polo. Generosi, più che altro, sono i conti dell’ex premier. Più che quanto guadagna Matteo Renzi, dovremmo domandarci quanto abbia guadagnato in questi anni di politica e di conferenziere alla corte dei grandi leader influenti del mondo, come l’amico Mohammed bin Salman, il potente principe ereditario dell’Arabia Saudita e presunto mandante del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi. Un vero paladino dei diritti civili, l’amico Bin!

Secondo la più recente indagine ONU, pubblicata il 19 giugno 2019 dal quotidiano britannico The Guardian, il principe ereditario saudita bin Salman dovrebbe essere indagato per l’omicidio del giornalista Khashoggi. Il rapporto dell’ONU, redatto da Agnès Callamard parla di omicidio “premeditato”, con prove credibili di responsabilità del principe ereditario dell’Arabia Saudita.

Secondo Renzi invece bin Salman è il promotore del nuovo “Rinascimento saudita”. Chiedetelo alle donne saudite o agli omosessuali che probabilmente non si saranno accorti di vivere nel Paese piazzato al 159esimo posto (su 167 nazioni) della classifica Democracy Index. A Riad vige la legge fondamentalista della dottrina coranica wahhabita, molte libertà fondamentali sancite dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo non esistono, la pena di morte ed altre pene sono spesso eseguite senza un regolare processo.

Comunque, grazie al nuovo Rinascimento, il conto di Matteo è cresciuto di 1 milione e 100 mila euro (È quanto, secondo il Corriere, avrebbe sinora percepito per le consulenze svolte in Arabia Saudita). Soldi che gli sono stati bonificati da alcune società arabe attraverso diversi accrediti. Transazioni e movimenti che sono stati segnalati come “operazione sospetta trasmessa dall’Unità antiriciclaggio di Bankitalia alla Guardia di finanza”.

A Matteo piace comunque il Rinascimento. Recentemente si è parlato dell’acquisto della sua villa nell’amata Firenze. Secondo l’inchiesta sulla fondazione Open la compravendita sarebbe avvenuta grazie a un prestito da 700mila euro, che, stando alL’Espresso, sarebbe stato restituito dopo pochi mesi, e che sarebbe stato elargito dalla madre dell’imprenditore Riccardo Maestrelli. Renzi annunciò querela contro il settimanale, ma agli atti resta sospetta la nomina, proprio di Maestrelli, a consigliere d’amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti proprio durante il suo mandato a capo di Palazzo Chigi.

Ama talmente tanto il Rinascimento da aver “rottamato” persino Alberto Angela. Infatti, nel 2018 ce lo siamo ritrovati sugli schermi di Discovery Italia protagonista del documentario flop “Firenze secondo me”. Secondo la Procura di Roma, invece, avrebbe violato la legge sul finanziamento dei partiti per probabilmente dividere la pagnotta con Nicolò Presta, figlio del potente manager e padre Lucio Presta, il patron dei vip, colui che decide vita artistica e presenze in televisione, entrambi amministratori della casa di produzione Arcobaleno Tre. Per questa monumentale opera artistica l’ex segretario del Pd ottenne un cachet di almeno 454 mila euro (si parla anche di 700 mila). Gli inquirenti dovranno verificare se quei soldi ricevuti da Presta siano serviti a restituire il presunto prestito ricevuto dalla madre di Maestrelli.

Quanto possiede in banca? Difficile stabilirlo. Stando alle sue stesse dichiarazioni, nell’agosto del 2016 aveva sul conto corrente 30.000 euro, mentre a gennaio 2018 in una puntata di Matrix dichiarava di avere sul conto appena 15.859 euro.

Comunque, l’investimento più sicuro è sempre la poltrona fissa a Roma. Infatti, nel 2018 ha dichiarato 830.000 euro, nel 2019 si stima che il conto sia lievitato a 1 milione di euro. L’ultima dichiarazione dei redditi del 2021 segna 517.391 euro. Nella dichiarazione 2020 (che si rifà al periodo d’imposta 2019) il reddito complessivo era di 1.092.132 euro. Il doppio rispetto a un anno prima. Nella dichiarazione del 2017 non è andato oltre i 30mila euro (29.315 per l’esattezza).

Da sindaco di Firenze (giugno 2009 – marzo 2014) ha guadagnato uno stipendio lordo annuo più alto che da presidente del Consiglio (febbraio 2014 – dicembre 2016).

Con la fascia tricolore percepiva 90.961 euro lordi all’anno, per un totale netto di circa 4.300 euro al mese.

A capo del Consiglio dei ministri lo stipendio lordo annuo dichiarato era di 80.000 euro, un assegno mensile netto pari a 6.700 euro.

Tra emolumenti, diaria e rimborsi vari, Renzi guadagna più da senatore (14.634,89 euro netti al mese).

In una celebre imitazione del comico Maurizio Crozza (Signori miei!) riscoprivamo un Matteo Renzi vendicatore che chiede indietro i “suoi” famosi 80 euro di bonus, dopo la caduta di quel governo. Oggi diremmo di averglieli abbondantemente restituiti, con tutti gli interessi.