Tim Dazn diritti calcio

Nel calcio girano tanti soldi? Beh, in un certo senso sì, non è solo un modo di dire. Ma gira anche un’economia che investe e genera posti di lavoro.

Era più bello in passato perché gli stadi erano pieni, le partite si ascoltavano alla radio e le gare erano tutte la domenica e si aspettava il processo del lunedì o la disputa al bar? Può darsi, ma oggi è più bello soprattutto per chi dal calcio fa soldi. Tanti soldi.

Il virus, infatti, non ha fermato l’economia che ruota attorno al pallone. Nonostante la crisi e la pandemia, la sfera di cuoio continua ad attirare i miliardi. Nella stagione 2020/2021 il mercato calcistico europeo è cresciuto in maniera decisa in termini di ricavi del 10%, raggiungendo i 27,6 miliardi di euro.

Nel 2020/21 i club di Serie A italiana hanno registrato la maggiore crescita percentuale dei ricavi aggregati di qualsiasi campionato “big five” con un + 23%, toccando quota 2,5 miliardi di euro. Crescita dovuta principalmente all’aumento dei ricavi da diritti televisivi: + 48% nella stagione di riferimento.

Sono questi in sintesi, i dati presentati da Deloitte nel corso della 31ª edizione della Annual Review of Football Finance, la principale analisi indipendente del business e delle finanze del calcio professionistico europeo che racconta la stagione 2020/2021 colpita dalle restrizioni del COVID-19.

 

Il mercato del calcio e la pandemia

La maggior parte delle gare della stagione 2020/21 si è disputata a porte chiuse, determinando bassi livelli di generazione di ricavi da gara (che hanno rappresentato meno dell’1% delle entrate). Ma questo fattore ormai sembra contare poco nel calderone degli affari calcistici grazie anche ai diritti televisivi. Nonostante ciò, infatti, i ricavi del mercato calcistico europeo sono cresciuti del 10% grazie anche agli Europei di calcio Uefa Euro 2020 (disputati nel 2021 e vinti dalla nazionale italiana).

 

Qual è il campionato europeo di calcio più ricco

I 5 campionati europei più ricchi sono in quella che si chiama Big Five (Big 5) o le cinque grandi.

Ecco la classifica in ordine di fatturato.

1° posto: Premier League (Inghilterra) – 6 miliardi di euro circa.

2° posto: Liga (Spagna) – Oltre 3 miliardi di euro.

3° posto: Bundesliga – 3 miliardi di euro.

4° posto: Serie A (Italia) – Oltre 2 miliardi di euro.

5° posto: Ligue 1 (Francia) – 2 miliardi di euro circa.

A oggi la Premier League inglese è sicuramente il campionato di punta ed è più avanti sotto ogni parametro rispetto alle altre leghe. È preoccupante che, escludendo la Premier League, le “cinque grandi” abbiano registrato un aumento delle perdite operative totali durante l’anno, passando da 461 a 901 milioni di euro.

I 5 campionati di calcio più ricchi in Europa

Quanto valgono i campionati di calcio più ricchi

Nel 2020/21 i “cinque grandi” campionati europei hanno generato ricavi aggregati per 15,6 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto alla stagione precedente, ma significativamente inferiori ai ricavi osservati prima del COVID-19 (17,0 miliardi di euro nel 2018/19).

 

Le previsioni economiche del calcio italiano

Stando ai numeri di Deloitte, le prospettive per i cinque grandi campionati europei sono più rosee. In questa stagione calcistica i club riaccoglieranno i tifosi negli stadi, il nuovo ciclo dei diritti televisivi UEFA per il periodo 2021/22-2023/24 garantirà un aumento dei ricavi ai club partecipanti e i nuovi accordi televisivi porteranno un aumento ai club di alcuni campionati.

I ricavi aggregati previsti nella stagione 2022/23 dei “cinque grandi” campionati toccheranno la quota record di 18,6 miliardi di euro. La Premier League estenderà il suo vantaggio in termini di ricavi rispetto alle altre leghe, mentre sia la Serie A che la Ligue 1 francese produrranno probabilmente introiti ancora inferiori ai livelli del 2018/19.

Anche per la Liga spagnola si attende un aumento significativo dei ricavi, in gran parte attribuibile alla crescita dei ricavi commerciali dei singoli club, tra cui l’inizio della vasta partnership del Barcellona con Spotify, che include i diritti di denominazione dello stadio e di altri impianti, e l’importante nuova sponsorizzazione della maglia per l’Atletico Madrid con la piattaforma di scambio di criptovalute Whalefin.

I ricavi dei club della Bundesliga tedesca, nel 2021/22, dovrebbero rimanere stabili ai livelli del 2020/21. La Bundesliga è stata la prima delle “cinque grandi” leghe ad andare sul mercato per i nuovi accordi sui diritti di TV dall’inizio della pandemia, partecipando alla gara per il ciclo quadriennale dei diritti dal 2021/22 al 2024/25 e ottenendo alla fine un valore del 5% inferiore a quello del ciclo precedente.

 

In Italia i salari aumentano solo nel calcio

I costi salariali dei club di Serie A in Italia sono aumentati a 2,1 miliardi di euro (+29%). Un record per il campionato. La maggior parte dei club ha registrato un aumento e, con alcuni costi raddoppiati, il rapporto salari/ricavi è salito all’82%, il secondo più alto tra i “cinque grandi” campionati (dopo la Ligue 1 con il 98%).

 

Calcio, riciclaggio, criminalità e soldi sporchi:

L’altra faccia del pallone milionario

Eppure vi è l’altra faccia del pallone milionario. Nel 2019 il calcio professionistico è stato aggiunto alla lista di controllo dell’Unione Europea sui rischi di riciclaggio di denaro. Fiumi e montagne di soldi che si muovono sotto il prato sempreverde degli stadi europei. Il calcio attira la criminalità organizzata anche in Inghilterra, come ha rivelato Al Jazeera in una recente inchiesta dove si racconta di gruppi criminali e denaro sporco dietro gli acquisti di squadre che attirano sempre più magnati e oligarchi di Paesi con dittature, spregiudicati contro le regole della finanza (Qui l’inchiesta di Al Jazeera e qui il rapporto di Transparency sulla corruzione).

I bilanci delle società calcistiche, italiane comprese, sono poco trasparenti. Ma tutto questo mondo sommerso è oscurato dai lustrini e dalle imprese “eroiche” dei sempre più prestanti calciatori. Tutto questo non interessa al pubblico, che di fatto è “merce” di scambio dei proficui diritti televisivi.