bonus 200 euro chi rimarrà escluso

Da quando lo scorso 2 maggio il governo guidato da Mario Draghi ha approvato il Decreto Aiuti molti sono stati i dubbi riferiti ad una sua importante misura di sostegno, ovvero il bonus 200 euro una tantum per lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi con reddito inferiore a 35mila euro. Malgrado molti chiarimenti messi in atto dall’esecutivo e dai ministeri interessati, e l’allargamento della platea dei beneficiari anche ai percettori del reddito di cittadinanza e Naspi, sono molti ancora i dubbi su chi potrà beneficiare della somma una tantum. A testimoniarlo sarebbero le molte mail e telefonate giunte ai patronati e ai commercialisti da parte di cittadini che sperano di rientrare nella misura. Proviamo dunque a fare chiarezza, cercando di capire chi rimarrà escluso dal bonus 200 euro una tantum.

Bonus 200 euro chi rimarrà escluso

Come riportato dall’articolo 31 del decreto, il bonus spetta “ai lavoratori dipendenti di cui all’articolo 1, comma 121, della legge 30 dicembre 2021, numero 234, non titolari dei trattamenti di cui all’articolo 32 e che nel primo quadrimestre dell’anno 2022 hanno beneficiato dell’esonero di cui al predetto comma 121, per almeno una mensilità è riconosciuta per il tramite dei datori di lavoro nella retribuzione erogata nel mese di luglio 2022, una somma a titolo di indennità una tantum di importo pari a 200 euro”. Si fa in tal caso riferimento alle Legge di Bilancio 2022 e alla retribuzione contributiva con “la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non eccedente l’importo mensile di , maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima”.

Il tentativo del governo è stato dunque quello di non vincolare l’erogazione del bonus al reddito dei lavoratori dipendenti, ma alla possibilità che abbiano beneficiato di questa riduzione contributiva per almeno una mensilità nel primo quadrimestre dell’anno (da gennaio ad aprile). Vengono riportati in tal caso due esempi. Il primo vede un impiegato nel settore del commercio che vanta una retribuzione mensile lorda di 4mila euro e un evento di malattia indennizzato dall’Inps a febbraio, il secondo, invece, è quello di un dipendente con condizioni simili ma che lavora in un settore dove la malattia non è a carico dell’Inps. Quest’ultimo non otterrà il bonus 200 euro perché ha percepito la retribuzione direttamente dal suo datore di lavoro nel periodo di malattia, non beneficiando dunque della riduzione contributiva. Nel primo caso, invece, la persona non potrebbe ricevere la riduzione, ma a causa della sua malattia gli viene riconosciuta una mensilità e, quindi, il bonus da 200 euro.

Rischiano poi di non ottenere il bonus 200 euro i docenti non di ruolo con il contratto in scadenza a giugno, in quanto al momento dell’erogazione non saranno più in servizio. Non potranno riceverla dunque né dalla scuola, né dall’Inps in quanto usufruirebbero della Naspi solo a partire dal mese di luglio.