C piace/la mossa di Unipol anticipa il governo Non ci piace/autostrade il beau geste ...dalla parte economica

CI piace/la mossa di Unipol anticipa il governo

La compagnia leader del ramo auto regala un bonus di un mese ai suoi assicurati bloccati dal lockdown

Non che nel grigio mondo delle assicurazioni sia facile trovare veri diamanti. Però stavolta l’Unipol – leader nazionale del ramo auto e compagnia apostata da quasi sei anni dall’associazione di categoria, l’Ania – ha fatto una bella mossa. Appena scattato il lockdown in seguito all’epidemia da coronavirus, ha deciso di regalare un mese di polizza RcAuto ai suoi assicurati, con un bonus. In pratica, le polizze in corso scadranno un mese più tardi. Un gesto concreto, di un notevole valore: circa 300 milioni di euro, se si prende per buono il valore medio mensile di una polizza, circa 33 euro.

Nel frattempo, un emendamento del governo, scritto si direbbe con mano incerta, ha introdotto, per le compagnie, la possibilità di sospendere, fino al 31 luglio, l’RC su auto o moto in corso di validità, allungando così la durata della stessa per un periodo pari ai giorni di interruzione. Allo stato attuale, non sono state però definite né le modalità né le procedure con cui fare richiesta alla compagnia assicurativa. E comunque la sospensione viene prevista con modalità strane: sarà possibile solo a vantaggio di chi può ricoverare l’auto in un box privato o comunque non in strada…

Successivamente, l’Ania ha fatto sapere che, pur nella loro autonomia, le compagnie associate sono pronte a impegnarsi per «restituire alla collettività il beneficio derivante dal calo della frequenza dei sinistri». È una bella notizia! L’auspicio è che all’enunciato seguano presto fatti concreti. Ma stavolta il primato della anteriorità e della spontaneità concreta l’ha vinto l’Unipol (nella foto, il presidente Pierluigi Stefanini).

Non ci piace/Autostrade il beau geste …dalla parte economica

Atlantia ha perso l’occasione per saldare un debito morale

Il comunicato fu toccante: “Al via esenzione del pedaggio per il personale sanitario in servizio per l’emergenza covid19”. Era il lontano 2 aprile, il lockdown stava per compiere un mese, e con una prontezza di riflessi che avrebbe potuto essere anche un pochettino più veloce, Autostrade per l’Italia (famiglia Benetton: nella foto, il capostipite Luciano) che è, come dire, un po’ compromessa nella sciagura del Ponte Morandi – annunciò urbi et orbi che appunto il personale sanitario veniva esonerato dal pagamento del pedaggio per le tratte che avrebbe coperto durante l’emergenza da virus. Precisando, che questa liberalità andava ad aggiungersi a cosa? Ma certo, alle “esenzioni già in essere per le ambulanze”!

Ora, parliamoci chiaro. Ambulanze a parte – la vera notizia è che evidentemente di regola pagano! – vi pare che i sanitari, di questi tempi, vadano scorrazzando in autostrada per raggiungere le spiagge o le piste da sci? Innanzitutto non viaggiano affatto in autostrada, se non nei pochi casi in cui vivono lontani dagli ospedali o ambulatori o Rsa in cui lavorano. E poi, come dire: ma un poco in debito morale col Paese proprio non riesce a sentirsi, Atlantia? Perché che Atlantia neghi responsabilità su Genova, lo si capisce: fossero dimostrate, altro che un abbuono dei pedaggi. Però, visto che i morti sono morti e anche quelle del viadotto di Avellino, ecc: un bel gesto, ci sarebbe stato. Ma vero: a favore della seconda categoria più esposta, i trasportatori, che devono viaggiare per farci arrivare le merci di prima necessità, ma viaggiano mezzi vuoti. Almeno uno sconticino…Invece niente: quelli, sono tanti.