Byd ha conquistato il 35% del mercato cinese dei veicoli elettrici, guadagnandosi un serio diritto di vanto nei confronti dei suoi rivali, a cominciare da Tesla, nessuno dei quali detiene più di un misero 10%. Ora, con l’appoggio di Warren Buffett, la casa automobilistica cinese vuole farsi un nome al di fuori del suo mercato nazionale. Il problema è che quando Byd ha adattato i veicoli elettrici per soddisfare gli standard specifici del Paese e li ha spediti a livello internazionale, le auto possono costare ai consumatori fino al 50% in più rispetto alla Cina. E con i produttori di veicoli elettrici che hanno già ridotto i prezzi per convincere gli automobilisti a corto di denaro, perfino Byd fatica a competere. Se a ciò si aggiungono i problemi di controllo della qualità, l’azienda è in ritardo rispetto all’obiettivo di portare le vendite internazionali a 400.000 quest’anno rispetto alle 242.700 dello scorso anno.

Le auto tendono a essere modificate quando sbarcano in un nuovo Paese, ma quelle di Byd sono note per aver bisogno di più modifiche rispetto alla maggior parte delle altre. Finora, l’azienda si è arrangiata con un approccio frammentario, ma dovrà diventare una macchina più snella e più potente per tenere il passo sulla scena mondiale. Se la casa automobilistica ci riuscirà, potrebbe unirsi alla schiera di aziende cinesi che sono diventate famose in tutto il mondo, come i rivenditori online a prezzi stracciati Temu e Shein.

Almeno Byd ha i suoi acquirenti locali ben saldi. Persino gli affermati marchi automobilistici giapponesi Nissan e Honda stanno lottando per strapparle, costringendoli a prendere in considerazione la possibilità di ridurre la produzione in Cina del 20-30%. Questo, in un momento in cui le loro vendite in Cina sono già in calo da tre anni. Non aiuterà il fatto che il grande marchio cinese di smartphone Xiaomi stia portando la sua esperienza sulle strade, lanciando il suo primo veicolo elettrico alla fine di questo mese.