buste di plastica
Con il nuovo regolamento sugli imballaggi e buste di plastica dell’Unione Europea c’è il rischio che spariscano dai supermercati l’insalata in busta, i cestini di fragole, le confezioni di pomodorini e le arance in rete, ma anche le bottiglie magnum di vino. Anche se la risoluzione non sarà di sicuro imminente perché il fronte non è compatto. La prima incrinatura arriva dalla Commissione XIV (Politiche dell’Unione Europea), che ha subito opposto la propria contrarietà. La normativa Ue nasce con l’intento di diminuire la produzione di plastica che dopo l’uso deve essere smaltita. Ma a denunciare i rischi di questa impostazione è stata Coldiretti in occasione dell’inaugurazione di Tuttofood a Milano. La proposta di regolamento sugli imballaggi presentata dalla Commissione Europea imporrebbe, tra le altre cose, l’addio alle confezioni monouso per frutta e verdura di peso inferiore a 1,5 chilogrammi, giudicate superflue e considerate al pari delle piccole confezioni di shampoo usate negli hotel. Una scelta che apre ad una serie di problemi, dal punto di vista igienico-sanitario, della conservazione e degli sprechi, che potrebbero aumentare, come potrebbero aumentare anche i costi per i consumatori e per i produttori. A subire gli effetti diretti di queste scelte saranno soltanto i cittadini, i consumatori, i produttori.
Quanti sono gli italiani che comprano insalata in busta

Secondo un sondaggio di Unione italian food, l’81% degli intervistati nel 2022 comprava l’insalata in busta. “Il rischio, – dice il presidente della Commissione Agricoltura della Camera Mirco Carloni – come fa presente Coldiretti, è che possano calare ulteriormente anche i consumi di frutta (giù diminuiti dell’8% lo scorso anno) e ortaggi (-10%). Nel 2022, soltanto il 16,8% degli italiani aveva consumato prodotti ortofrutticoli almeno quattro volte al giorno. La direttiva Ue quindi non aiuta di certo e rischia di avere impatti negativi proprio sulla salute delle persone che non verrebbero nemmeno più invogliate ad acquistare questi alimenti, soprattutto se soli. Nei supermercati, poi, i prezzi dell’ortofrutta aumenterebbero venendo a mancare la competizione”.

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Magnum addio, spariscono anche le maxi bottiglie con le buste di plastica

Il problema non riguarda solo la frutta e la verdura. A essere colpito e danneggiato sarebbe anche il vino. La direttiva rischia, infatti, di standardizzare le bottiglie eliminando il formato “magnum”. Tutte quelle, cioè, con un formato più grande che garantiscono qualità oltre a essere identificative.  “Il pericolo – dice Mirco Carloni presidente della commissione agricoltura – è che il Made in Italy possa essere penalizzato. I settori colpiti sono proprio quelli che producono i prodotti maggiormente esportati all’estero. Le confezioni, inoltre, servono a proteggere il prodotto durante il trasporto, oltre che a ridurre gli sprechi. Non c’è, infatti, alcuna necessità di questo intervento legislativo. Tra l’altro l’Italia, che è sempre al primo posto per il riciclo registrando i tassi più alti dell’Ue, oggi vedrebbe mortificata questa competenza a favore del riuso che invece danneggia la propria economia, pensiamo al vino e alle bottiglie”.