Business o emozioni? Il giusto mix fa il bravo direttore finanziario
Da sinistra, Paolo Fanti Vice Presidente – ANDAF Sezione Emilia Romagna - Joshua Freedman

Quale valore e quali preziose informazioni un moderno Cfo, può ottenere conoscendo e utilizzando “dati profondi” emotivi per prendere decisioni migliori? Questa è una delle riflessioni ricorrenti che rileviamo anche in occasione degli incontri nell’ambito del “Progetto per sé” che la nostra Associazione promuove in tutta Italia a favore dei Soci. Abbiamo riportato l’interrogativo a Joshua Freedman, uno dei massimi esperti a livello mondiale sui temi che riguardano l’Intelligenza Emotiva, nell’incontro che ci ha riservato in occasione del suo recente Workout per business coach tenutosi in Italia, a Bologna. Alla domanda “quale sarà lo scenario del prossimo decennio?” Mr Freedman ha ricordato che, in un recente sondaggio condotto in aziende di 95 paesi, tutti gli intervistati hanno evidenziato livelli di stress e frustrazione senza precedenti. La sola competenza tecnica quindi non è più sufficiente: a fare la differenza oggi è solo “la squadra” che, per operare al meglio, deve lavorare in un ambiente emotivamente sicuro e favorevole alla collaborazione.

Anche a motivo del nostro ruolo professionale tendiamo a focalizzarci sui risultati monetari ma Freedman ci fa cambiare efficacemente prospettiva: “Cash is King… but Emotional intelligence it’s the Emperor!”.  Questo è un ottimo consiglio per rafforzare il ruolo del Cfo in un mondo che cambia rapidamente. Ovviamente se ci si limita a “contare le monete”, come si dice in gergo, o a redigere un bilancio di esercizio, si tende a dare meno importanza a ciò che accade alle persone. Se invece si è focalizzati a guidare un team, si scopre come l’Intelligenza Emotiva sia un fattore essenziale per ottenere risultati. Il Cfo che esercita una leadership motivante deve aiutare il suo gruppo di lavoro a capire come le performance sono influenzate tanto dalle dinamiche economico-finanziarie quanto dalla capacità di mettere in connessione le qualità individuali. E ciò che rende possibile creare valore è, in ultima analisi, liberare il potenziale delle persone. Freedman ci sottopone un paragone concreto: pensare alla fiducia come se fosse una moneta. Siamo attenti al “bilancio di fiducia” della nostra Azienda? Guardiamo alla gestione del Capitale Umano per capire se realmente stiamo perdendo o creando valore.

L’intelligenza emotiva è un fattore essenziale per ottenere risultati e per far emergere le capacità individuali

Business or Emotions? Per Freedman la domanda giusta è: in che modo il manager integra i diversi aspetti dell’intelligenza al fine di raggiungere il suo scopo?  La conoscenza tecnica è importante ma è ancor più necessaria la capacità di utilizzare tutte le leve di leadership per tener unita e produttiva la squadra. Nessuno sa quando arriverà la prossima crisi, certo è che potrebbe essere proprio l’Intelligenza Emotiva a permettere di andare avanti e superare un’eventuale nuova tempesta. Il consiglio di finale di Joshua Freedman è di rimanere costantemente concentrati su questo investimento strategico: le persone e il loro potenziale.  Domandiamoci: “Abbiamo la fiducia, abbiamo la connessione tra le persone, abbiamo la comunicazione?”. In qualsiasi ruolo manageriale ricorda: le persone sono il tuo lavoro! Intelligenza Emotiva significa quindi “essere più intelligenti con le emozioni”. In un mondo che deve fare i conti con l’intelligenza artificiale e i big data, arriveremo a capire che le emozioni guidano le persone e le persone guidano la performance! Smarter with Emotions!