Sportclubby incassa 950 mila euro per guidare la nuova era ibrida dello sport

È uno dei riti di queste giornate surreali di semi-clausura da Coronavirus: la stampa dell’autocertificazione. Tra i complottisti è sempre più insistente la voce di un accordo sottobanco tra il ministero e le aziende che producono toner. Le eroiche stampanti italiane, già provate da milioni di figli piccoli e non che riproducono all’infinito in quadricromia complicatissime schede ricevute da insegnanti tallonati a loro volta da altri figli, stanno esaurendo forze e inchiostro per star dietro alle voraci esigenze della burocrazia italiana. L’ultima autocertificazione è arrivata tre giorni dopo la precedente, che a sua volta aveva seguito quella prima di meno di una settimana. Ogni volta si aggiunge una frase: “sono a conoscenza delle limitazioni disposte dalla regione x”; “dichiaro di non essere sottoposto alla misura della quarantena”; “lo spostamento è iniziato da x, con destinazione y”, e già si vocifera che ne stia arrivando una nuova di zecca: “dichiaro di essere pronto a stampare la nuova autocertificazione, domattina all’alba”. «Non lo facciamo perché non sappiamo cosa fare, ma per aggiornarci alle nuove disposizioni​» ha specificato il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Intanto c’è chi si chiede con terrore se la scheda vada compilata ogni volta che si esce, in base a dove si va a fare la spesa; in questo caso per le cartucce a inchiostro sarebbe davvero finita. E c’è chi si esercita nella calligrafia, visto che il ministero ha chiarito che si può anche comodamente copiare a mano l’intero testo dell’autocertificazione: un lavoro da amanuense.

Ma la burocrazia italiana ha anche molti altri modi per rendere più movimentate le nostre giornate da semi-reclusi nelle settimane del Coronavirus. Nei giorni scorsi, per esempio, un battaglione di psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, pedagogisti ed ex presidenti del consiglio è insorto: bambini e adolescenti hanno bisogno di passeggiare, altrimenti subiranno danni permanenti! Non è noto se gli esperti di cui sopra siano a loro volta circondati da figli che non riescono più a sopportare. Fatto sta che il Viminale, intenerito, ha subito emanato l’ennesima circolare per chiarire: «è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione». Figli minori! Quindi, esauriti i cagnolini sul mercato nero, è ora possibile sostituirli per la passeggiata con diciassettenni, anche non al guinzaglio; mentre sullo stesso mercato nero, ai cani di stoffa pare si stiano aggiungendo i robot-adolescenti da accompagnare per mano. Ma c’è un’alternativa: dedicarsi al nuovo sport nazionale, la corsa attorno al condominio, che se pare da un lato essere aderente alla lettera del decreto, e perfino della severissima circolare della regione Lombardia (dove c’è il “divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente, se non nei pressi delle proprie abitazioni”, cioè al massimo a 200 metri di distanza), rischia dall’altro di provocare perniciosi ingorghi, se non veri e propri scontri frontali tra condòmini che procedessero a velocità sostenuta in direzione opposta. Si attende dunque con urgenza una circolare ministeriale che chiarisca se si debba correre in senso orario, oppure antiorario.