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Si chiude, in anticipo rispetto ai tempi previsti e con un bilancio positivo e tanta soddisfazione da parte dei partecipanti la seconda edizione (2021-2022) del progetto di formazione e avvio di impresa Yes I Start Up (YISU) , attuato dall’ Ente Nazionale per il Microcredito(ENM), in accordo con ANPAL e rivolto ai Neet (giovani, entro i 29 anni, Not in Education, Employment or Training), alle donne inattive e ai disoccupati di lunga durata (anche over 50).

Nato con la prima edizione nel 2018-2020 con l’intento di promuovere la cultura d’impresa e facilitare l’accesso al credito, attraverso il programma di finanziamento SELFIEmployment, gestito da Invitalia,YISU ha formato elle sua prima esperienza 1600 Neet. Rifinanziato nel biennio 2021-2022,nonostante la crisi Covid19, il programma ha coinvolto, formato e accompagnato 1.419 Neet  e oltre 1000 donne e disoccupati di lunga durata (centrando e superando gli obiettivi preposti, in anticipo sui tempi); oltre la metà di questa platea si è già mossa per presentare la richiesta di contributo ad Invitalia per aprire una propria attività, mettendo in pratica gli insegnamenti ricevuti.

L’identikit dei nuovi imprenditori

Nel caso dei Neet si tratta di 49,1% di uomini e 50,9% di donne, per lo più di età superiore ai 26 anni (43,6%), mentre i più giovani assommano a poco più di un quinto del totale (21,4%), quasi sempre di cittadinanza italiana (95,3%), residenti e/o domiciliati soprattutto in Campania (37,1%), in Sicilia (14,9%), in Veneto (12,6%), e in Puglia (10,1%), prevalentemente diplomati (60,7%), per oltre la metà (52,4%) senza alcuna esperienza lavorativa precedente alla condizione di Neet. Per quanto riguarda le donne e  i disoccupati di lunga durata, l’identikit emerso rivela una sostanziale parità di donne inattive (50,1%) e disoccupati/e di lunga durata (49,9%), che si traduce in una preponderanza di donne (77,1%), per lo più di età compresa tra i 35 e i 49 anni (46,5%), (18-34 anni, 35,1%), quasi sempre di cittadinanza italiana (93,5%), residenti e/o domiciliate/e soprattutto in Campania (26,1% e in Sicilia (20%) e, in misura minore, anche in Puglia (11,4%), prevalentemente diplomate/i (56,4%e raramente laureate/i (8,7% laurea triennale e 11,3% laurea magistrale), spesso con esperienze lavorative precedenti alla attuale condizione di inattività o di disoccupazione (64,4%).

Best Practice adottata dalle regioni

Il dato più significativo riguarda il grado di soddisfazione di coloro che hanno preso parte a YISU, con più della metà della platea che ha definito il progetto utile – soprattutto perché ha prodotto la redazione di un business plan focalizzato sulle proprie esigenze (97%) – in linea con le aspettative e con una buona qualità del corpo docente. Del resto Yes I Start Up è stato eletto, a pieno titolo, buona prassi comunitaria dal Comitato di sorveglianza del PON IOG 2019, per la sua capacità, grazie al sistema di rete di collaborazione tra soggetti pubblici e privati, di assicurare la massima copertura territoriale in termini di vicinanza geografica ai destinatari e quindi di pari opportunità di accesso, su tutto il territorio, alla stessa offerta formativa, anche sotto il profilo qualitativo. In più, è stato inserito da parte dell’Ocse nel catalogo internazionale dei progetti di riferimento per la creazione di impresa.

In virtù di questi riconoscimenti e grazie alle sue caratteristiche di replicabilità, sin dal 2019, Yes I Start Up è stato mutuato dalla Regione Calabria diventando strutturale rispetto alle politiche regionali per l’autoimprenditorialità, anche nell’ambito della programmazione 2021/2027 e del programma GOL (Garanzia occupabilità lavoratori). Oggi, anche altre Regioni mostrano interesse per questo modello formativo, tra queste la Sicilia, che ha già siglato, ad agosto 2022, un accordo con l’ENM per adottare il modello YISU con i fondi nel PR FSE+ 2021_2027 a vantaggio di diverse categorie e target di destinatari e la Toscana con la quale si stanno definendo gli ultimi aspetti tecnici per promuovere il modello YISU nell’ambito del programma GOL. Anche la Valle d’Aosta e il Friuli Venezia Giulia hanno aperto i primi tavoli di lavoro per valutare l’adozione del modello.

Il coordinatore della rete territoriale di Yes I Start Up, Giancarlo Proietto, con soddisfazione afferma che “Il modello formativo e di accompagnamento Yes I Start Up è stato un dispositivo di politica attiva del lavoro fortemente innovativo e progettato per fornire ai target interessati alla creazione d’impresa uno strumento per focalizzare e definire il proprio piano d’impresa per poi accedere alla linea di finanza pubblica agevolata SELFIEmployment. La linea di finanza pubblica agevolata SELFIEmployment, gestita da Invitalia, ed il modello di accompagnamento Yes I Start Up, gestito da Ente Nazionale Microcredito, con una capillare rete pubblico/privata di soggetti attuatori, si sono dimostrati due strumenti che hanno consentito ad attori pubblici quali Invitalia ed Ente Nazionale Microcredito, sotto la regia di Anpal, di collaborare in maniera eccellente al fine di fornire al meglio servizi ad alto valore aggiunto a persone interessate ad entrare nel mercato del lavoro come piccoli imprenditori o lavoratori autonomi. Il modello che vede strettamente collegati due dispositivi di politica attiva del lavoro, uno per l’accompagnamento e la crescita di consapevolezza in tema di imprenditorialità ed uno come strumento di finanza pubblica agevolata per favorire l’avvio d’impresa a persone con difficoltà ad accedere al mercato del credito privato è un modello che va riproposto e reso strutturale nel panorama delle politiche attive del lavoro per consentire a persone con propensione a fare impresa, ma a rischio marginalità senza la protezione e l’accompagnamento dello Stato, di affermarsi come piccoli imprenditori o come lavoratori autonomi”.

Quali sono gli sviluppi futuri del progetto

Il coordinatore del progetto, Nicola Patrizi fa il punto sul progetto e sugli sviluppi futuri: “Il modello Yes I Start Up è oggi l’unico strumento di politica attiva per la creazione di impresa, sul tema dell’autoimprenditorialità dedicata ai Neet, le donne e i disoccupati,  in grado di lavorare e raggiungere obiettivi verificabili su tutto il territorio nazionale. Il modello,  costantemente aggiornato, lavora oggi su una piattaforma unica di progetto che consente di gestire oltre alla formazione in Fad sincrona, tutti i processi amministrativi, gestionali, di controllo e rendicontazione in modalità elettronica, senza carta. Il sistema dei controlli interni basato su logiche di block chain consente di rimborsare i soggetti formatori in soli 15 giorni dalla chiusura del singolo percorso formativo e rendicontare all’Autorità di gestione a cadenza mensile con coefficienti di errore in sede di controllo finale al di sotto dello 0,5%. Nell’edizione 2021-2022 la cui scadenza era prevista al 31 dicembre 2022 il progetto ha raggiunto il target con un mese di anticipo e al 31 dicembre 2022 sarà rendicontato il 90% del finanziamento, pronto per la certificazione alla CE.

Nonostante questi livelli di performance non ci siamo fermati nel processo di miglioramento del modello. Facendo tesoro delle indicazioni del valutatore indipendente Inapp e dei suggerimenti dei soggetti attuatori e dei partecipanti ai corsi, stiamo sperimentando un aggiornamento del modello basato sull’innovazione del moduli FAD. Con l’adozione di tools informatizzati da mettere a disposizione dei docenti sarà possibile svolgere le lezioni non con il ricorso alle slide, ma con funzionalità della piattaforma che consentono di lavorare sul business model canvas informatizzato, di simulare la pianificazione di impresa, lavorare in gruppo, eseguire approfondimenti, esercitazioni e costruire il business plan per fasi, direttamente sul modello elettronico. La piattaforma consente anche di lavorare in modalità mista,  tra aule in presenza e FAD in funzione delle esigenze del singolo corso. Abbiamo introdotto inoltre momenti di orientamento e motivazione grazie ad un team di psicologi del lavoro impegnato su sperimentazioni al livello europeo che ci ha consentito di recepire le ultime innovazioni in tema di capacità di coinvolgimento di persone svantaggiate. Saranno potenziate le funzionalità di accesso in piattaforma a fini di monitoraggio e controllo.

Per il nuovo periodo di programmazione 2021-2027 stiamo lavorando in partnership con Invitalia allo scopo di fare tesoro delle reciproche esperienze e presentare ai decisori politici un modello innovativo di politica attiva per il lavoro, che riunisce in un unico dispositivo l’azione di accompagnamento e formazione con lo strumento finanziario, dedicato alle fasce deboli per aiutarli realmente e con numeri verificabili a creare nuova imprenditorialità”.