Buoni pasto commissioni troppo alte

Brutte notizie per i lavoratori abituati a ricevere e spendere i proprio buoni pasto. Bar, ristoranti, mense aziendali e supermercati minacciano infatti di essere intenzionati a non accettarli più alle attuali condizioni, fortemente segnate da commissioni troppo alte. Le associazioni di categoria parlano di una vera e propria tassa occulta del 20%. Qualora le imprese della ristorazione e della distribuzione commerciale dovessero concretamente dar vita allo stop dei buoni pasto si tratterebbe un danno non indifferente per gli oltre 3 milioni di lavoratori pubblici e privati abituati ad usare i ticket restaurant quotidianamente.

Buoni pasto, le commissioni sono troppo alte

A schierarsi contro l’attuale funzionamento dei buoni pasto sono stati i rappresentanti delle più rappresentative associazioni dei settori interessati: Conad, Coop, Fiepet Confesercenti, Federdistribuzione, Fida e Fipe Confcommercio. L’occasione della protesta è la pubblicazione della gara Bp10, indetta dalla centrale unica di acquisto Consip, con le associazioni che vorrebbero un abbassamento delle commissioni da pagare sui buoni buoni pasto che sono del 19,8% (BP8) e del 17,80% (BP9).

Dopo due anni di pandemia – ha detto il presidente di Fipe Lino Enrico Stoppani – e il rincaro delle materie prime e dell’energia non sono accettabili livelli di commissioni sul livello di quelle precedenti”. Gli ha fatto eco Donatella Prampolini, presidente Fida, secondo la quale si è “di fronte a un ricatto perché i tempi dei pagamenti non sono mai immediati. E le aziende ci offrono pagamenti magari a sette giorni solo in cambio di ulteriori rialzi delle commissioni”.

Ciò che chiedono le associazioni di categoria è che non si chieda ad un’azienda di lavorare in perdita con uno sconto del 20%. L’obiettivo è dunque la salvaguardare del valore nominale dei titoli – un buono da 8 euro deve valere 8 euro – così come la definizione di tempi certi di rimborso da parte delle società erogatrici.