Buoni pasto cosa si può comprare

I buoni pasto rientrano i benefit che le aziende possono concedere ai propri dipendenti e collaboratori, in virtù del lavoro svolto. Si tratta di veri e propri ticket restaurant che possono essere utilizzati per il pranzo o la cena nei giorni lavorativi qualora non fosse presente una mensa aziendale. Ma come funziona nel dettaglio i buoni pasto, chi ne ha diritto e, soprattutto, cosa si può comprare?

Buoni pasto, come funzionano

Iniziamo col dire che i buoni pasto vengono solitamente corrisposti al lavoratore insieme alla busta paga e possono essere di diversi tipi: cartacei, elettronici o di natura monetaria. In quest’ultimo caso il benefit ai dipendenti non viene corrisposto sotto forma di ticket, elettronico o cartaceo, ma corrisponde ad un ammontare di denaro aggiuntivo alla remunerazione.

Non è al momento prevista una specifica normativa nazionale sui buoni pasto, motivo per il quale si fa riferimento ai vari CCNL e ai contratti di assunzioni stipulati tra azienda e lavoratore. Qualora i buoni pasto fossero previsti o dal contratto nazionale del lavoro o dall’accordo tra parti sottoscritto, questi spetteranno a tutti i lavoratori dipendenti a tempo determinato o indeterminato, sia full time che part time (qualora però l’orario lavorativo dovesse rientrare nel periodo della pausa pranzo). In alcuni casi le aziende prevedono questo benefit anche per i collaboratori esterni come chi ha un contratto a progetto.

Nel normale funzionamento dei buoni pasto sono generalmente coinvolti quatto soggetti. Si tratta dell’azienda emittente, cioè chi stampa e vende i buoni pasto ai datori di lavoro; le aziende pubbliche o private che comprano i buoni pasto per i propri dipendenti; i lavoratori e, in ultimo, i negozi convenzionati, ovvero coloro che accettano i ticket restaurant.

Buoni pasto: cosa si può comprare

I buoni pasto possono essere utilizzati nei negozi convenzionati con il ticket restaurant ricevuto. Possono essere spessi in ristoranti, bar e negozi abilitati, così come per fare la spesa al supermercato, ma nel numero massimo di otto buoni pasto al giorno. È importante sottolineare che non si tratta di buoni spesi effettivi, motivo per il quale l’utilizzo di questi ticket per far la spesa è soggetto a delle limitazioni in termini di tipologie di prodotti acquistabili. In linea di principio i supermercati accettano i buoni pasto per il pagamento di prodotti potenzialmente utili a preparare il pranzo del lavoratore. Ecco dunque che potranno essere spesi per pane, pasta, frutta e verdura, pesce e carne, acqua e bibite o altri generi alimentari, mentre verranno negati per l’acquisto di bevande alcoliche, prodotti per la pulizia della casa, utensili, detersivi e tutto ciò che non rientra tra i generi alimentari o le bevande non alcoliche.

I buoni pasto, oltre che al supermercato, possono essere utilizzati in diversi servizi commerciali nei quali vengono somministrati generi alimentari. Si tratta di bar; ristoranti; pizzerie; tavole calde e self-service; mense aziendali; negozi di alimentari; gastronomie e rosticcerie; negozi di prodotti biologici; mercati; chioschi di street food; imprese artigiane del settore alimentare (pasticcerie, ecc.); agriturismi; spacci aziendali; imprese agricole che vendono i loro prodotti.