Btp valore

Mediamente, 599 euro: è questo il prezzo di base a persona delle crociere “semplici” presentate in questo momento da un colosso del settore nella Home Page del proprio sito. Quindi una coppia per andarsene sui mari una settimana servita e riverita spende, come minimo, 1200 euro.
Il Btp Valore che dal 26 febbraio ritorna sul mercato – e che indubbiamente, nel genere “titoli di Stato”, è un ottimo prodotto finanziario – rende circa il 3,5% lordo compreso il premio fedeltà, quindi poco più dell’3% netto. Domandina: 1200 euro sono il 3% di quale importo? Di 40 mila euro. Quindi, per guadagnare il prezzo di una crociera (peraltro in 5 anni), un risparmiatore deve investire 40 mila euro.
Ma vi pare che uno che ha 40 mila euro da investire – cioè “che gli crescono” – non si può permettere una crociera da 1200, con o senza Btp Valore?
Si può definire lo spot del Ministero delle Finanze almeno “scivoloso”, se non francamente ingannevole? A scanso di querele diciamo di no, applicando il diritto di critica difeso dall’articolo 21 della Costituzione, diciamo di sì.
A parte il gusto pessimo, di evocare un bene di consumo più o meno lussuoso – la crociera è ancora vista come tale, e in parte lo è – per promuovere un prodotto di investimento prudenziale. E a parte l’altro autogol, quell di accostare il guadagno reso possibile dal btp Valore alla vittoria di una lotteria, che è l’ennesimo modo balordo e disguidante di assimilare l’investimento finanziario al gioco d’azzardo (“Giocare in Borsa”, “Vincere in Borsa” e simili cavolate).
Si riempiono la bocca di educazione finanziaria e poi producono capolavori di diseducazione finanziaria. A proposito, le due principali compagnie crocieristiche pseudo italiane sono americana e svizzera, anzi italo-svizzera, italo per certificato di nascita e svizzera per residenza fiscale. Sentitamente ringraziano.