Il debito pubblico italiano continua ad attirare capitali oltreconfine e giugno segna un passaggio destinato a pesare nelle statistiche finanziarie. Gli investitori internazionali hanno acquistato titoli pubblici italiani per 38,7 miliardi di euro in un solo mese, il valore mensile più elevato dagli anni Novanta. Il dato emerge direttamente dalla pubblicazione della Banca d’Italia sulla Bilancia dei pagamenti, diffusa il 19 agosto 2026 e riferita al mese di giugno.
Il record di giugno
A giugno gli acquisti dall’estero di titoli italiani di portafoglio hanno raggiunto complessivamente 58 miliardi di euro. Di questi, 38,7 miliardi hanno riguardato i titoli pubblici, una categoria che comprende anche i Btp. Palazzo Koch sottolinea che si tratta del valore mensile più alto registrato dagli anni Novanta. Nello stesso mese le passività dell’Italia verso l’estero sono aumentate di 30,6 miliardi.
La spinta non nasce però soltanto dall’ultima rilevazione. Nel primo trimestre 2026 gli acquisti esteri di titoli pubblici erano stati pari a 29,8 miliardi e nel secondo trimestre a 53,7 miliardi. La somma porta il flusso dei primi sei mesi a circa 83,5 miliardi di euro, confermando una presenza degli investitori internazionali che si è mantenuta molto consistente durante l’intero semestre.
Gli acquisti arrivano anche su banche e imprese
Il movimento di giugno va oltre il debito sovrano. Le tavole della Banca d’Italia mostrano infatti acquisti esteri per circa 9,2 miliardi di titoli privati italiani, escluse le obbligazioni bancarie, ai quali si aggiungono poco più di 10 miliardi di obbligazioni bancarie. I dati portano così il totale degli acquisti di titoli italiani di portafoglio a 58 miliardi, mostrando una domanda estera distribuita fra Stato, settore finanziario e imprese. A giugno sono cresciuti di 5,4 miliardi anche gli investimenti diretti in Italia. Gli “altri investimenti” hanno invece registrato una diminuzione di 32,8 miliardi, legata soprattutto alla riduzione per 22,9 miliardi del saldo debitorio TARGET. Sul versante opposto, i residenti italiani hanno aumentato di 27,9 miliardi le attività detenute all’estero, con incrementi negli investimenti di portafoglio, negli investimenti diretti e nelle riserve ufficiali.
La bilancia dei pagamenti sale a 30,4 miliardi di avanzo
Alla crescita dei flussi finanziari si accompagna il miglioramento del conto corrente dell’Italia. Nel rapporto pubblicato il 19 agosto, la Banca d’Italia calcola che nei dodici mesi terminati a giugno 2026 l’avanzo abbia raggiunto 30,4 miliardi di euro, pari all’1,3% del Pil. Un anno prima il surplus era di 20,7 miliardi, corrispondente allo 0,9% del prodotto interno lordo.
A sostenere il miglioramento è soprattutto il saldo delle merci, il cui avanzo passa da 47,7 a 54,6 miliardi, insieme ai redditi primari, tornati positivi per circa 4 miliardi dopo il deficit di 2,5 miliardi dell’anno precedente. Restano invece in territorio negativo i servizi, con un deficit salito da 5,7 a 8 miliardi, e i redditi secondari, il cui disavanzo aumenta da 18,8 a 20,2 miliardi.
Un semestre di forti flussi internazionali
La fotografia che emerge dai dati ufficiali mette insieme due fenomeni: da una parte il forte aumento degli acquisti esteridi titoli italiani, dall’altra il rafforzamento dell’avanzo corrente nei rapporti con il resto del mondo. Non si tratta soltanto del record mensile dei titoli pubblici: le statistiche di Bankitalia mostrano flussi rilevanti anche verso obbligazioni bancarie e societarie, mentre il saldo commerciale continua a fornire un contributo positivo ai conti con l’estero.
















