titoli di stato

Il primo giorno di collocamento della nuova emissione del Btp Italia si è chiuso con un risultato positivo. Nella prima tappa riservata alla clientela retail, gli ordini si sono attestati a quota 132.334 per un controvalore pari a 3,637 miliardi di euro. Questo risultato è stato accolto con favore dal mercato, che ha dimostrato una buona risposta all’offerta.

Quando sarà la sottoscrizione del Btp Italia?

Fino a mercoledì sarà possibile sottoscrivere il Btp solo per i risparmiatori individuali nella propria banca o negli uffici postali, se detengono un conto titoli. Invece, nella mattinata di giovedì, sarà la volta degli investitori istituzionali. Il taglio minimo per sottoscrivere il titolo è di 1.000 euro o dei suoi multipli, e non ci sono limiti massimi di emissione.

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A febbraio inflazione in calo

Il Btp Italia offrirà rendimenti in base all’inflazione, che risulta in calo. A febbraio in Italia si è attestata al 9,2%, un livello molto elevato rispetto alle medie storiche, ma lontano rispetto all’11,8% dell’ottobre scorso. Nella giornata di oggi, intanto, lo spread apre in calo a 178 punti base, con un rendimento del titolo decennale italiano del 4,45%. Il collocamento del Btp Italia ha portato a sottoscrizioni per 11,99 miliardi di euro, di cui 7,28 miliardi da investitori privati e 4,71 miliardi da investitori istituzionali. Per coloro che acquistano il titolo quando viene emesso e lo mantengono fino alla scadenza (14 marzo 2028) è previsto un premio fedeltà dell’8 per mille.

Valle: “Un buon portafoglio obbligazionario deve essere diversificato”

“Queste caratteristiche rendono il Btp Italia un investimento adatto a chi da una parte è interessato a incassare una somma su base semestrale, magari in vista di scadenze per il budget familiare, e dall’altra si attende che i prezzi dei beni al consumo continueranno a crescere a ritmo sostenuto – spiega Mauro Valle, responsabile investimenti obbligazionari di Generali Investments Partners a Repubblica Affari e Finanza – un buon portafoglio obbligazionario dovrebbe sempre essere ben diversificato per tipologia di emittenti, rating e caratteristiche, con la componente inflalion che a spanne può coprire il 20% dell’esposizione nel reddito fisso sia in ottica di diversificazione, sia per proteggersi dal rischio inflattivo”.