Btp Green

Il Tesoro continua a trovare una domanda solida sul mercato, ma per finanziare il debito pubblico deve riconoscere rendimenti più elevati. Nell’asta del 28 agosto il BTp a cinque anni è stato collocato con un tasso lordo del 3,44%, mentre il nuovo decennale ha raggiunto il 4,10%, tornando sui livelli più alti dal novembre 2023. Gli investitori hanno presentato richieste superiori agli importi offerti su entrambe le scadenze, in una fase nella quale la risalita dei rendimenti obbligazionari torna a mettere sotto osservazione il costo della raccolta dello Stato.

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BTp a cinque anni, richieste per 4,29 miliardi

Per la nona tranche del BTp con scadenza primo giugno 2031 il Tesoro ha assegnato 2,5 miliardi di euro, a fronte di richieste complessive per 4,291 miliardi. Il rapporto tra domanda e offerta si è così attestato a 1,72. Il rendimento lordo è salito di sei centesimi rispetto all’asta precedente, raggiungendo il 3,44%. La domanda rimane quindi ampiamente superiore all’ammontare collocato, anche se il prezzo pagato dall’emittente in termini di rendimento torna a crescere.

Il decennale torna sopra il 4% e segna un massimo dal 2023

Il movimento più significativo riguarda il nuovo BTp decennale con scadenza primo ottobre 2036. La prima tranche è stata collocata per 4 miliardi di euro, mentre le richieste degli investitori hanno raggiunto 6,483 miliardi, determinando un rapporto domanda-offerta di 1,62. Il rendimento si è attestato al 4,10%, dieci centesimi sopra il livello dell’asta del mese precedente e al massimo dal novembre 2023. È soprattutto questa scadenza a riportare in primo piano il tema del costo del debito italiano sul tratto lungo della curva.

CcTeu, domanda vicina al doppio dell’offerta

Buona risposta del mercato anche per i CcTeu collocati dal Tesoro. Sulla tranche con scadenza 15 aprile 2034 è stato assegnato un miliardo di euro a fronte di richieste per 2,004 miliardi, con un rendimento del 3,14%. Un ulteriore miliardo è stato collocato sul titolo con scadenza 15 aprile 2035, che ha raccolto una domanda pari a 1,989 miliardi e registrato un rendimento del 3,20%. In entrambi i casi le richieste si sono quindi avvicinate al doppio dell’ammontare disponibile.

Domanda solida, ma cresce il costo della raccolta

L’asta consegna dunque al mercato un segnale articolato: l’interesse degli investitori per i titoli italiani resta consistente, ma i rendimenti in rialzo mostrano condizioni di finanziamento meno favorevoli rispetto ai collocamenti precedenti. Il dato più osservato resta quello del decennale al 4,10%, sia per la sua funzione di riferimento sul mercato dei titoli di Stato sia per il ritorno ai massimi dal novembre 2023. Il regolamento delle emissioni è previsto per il 1° settembre, mentre l’attenzione resta concentrata sull’evoluzione dei tassi e del mercato obbligazionario europeo.