Il Tesoro torna sul mercato con un collocamento di peso, mettendo sul piatto fino a 8,5 miliardi di euro tra Btp e CCTeu. L’appuntamento è fissato per venerdì 28 agosto e consentirà agli investitori di scegliere tra due scadenze a tasso fisso, compreso un nuovo decennale con cedola del 4%, e due titoli indicizzati all’Euribor. Una nuova prova per la domanda sul debito italiano, in una fase in cui l’attenzione dei mercati resta concentrata sul livello dei rendimenti, sulle prospettive dei tassi e sul costo di rifinanziamento del debito pubblico. Il regolamento delle sottoscrizioni è previsto per il 1° settembre.
Btp fino a 6,5 miliardi, debutta il nuovo decennale al 4%
La quota principale dell’asta riguarda i Btp, per un ammontare massimo complessivo di 6,5 miliardi. Il Tesoro offrirà tra 2,25 e 2,5 miliardi del Btp con scadenza 1° giugno 2031, nona tranche, caratterizzato da una cedola annua lorda del 3,15%. Accanto al quinquennale arriverà sul mercato il nuovo Btp con scadenza 1° ottobre 2036: prima tranche, cedola annua del 4% e un’offerta compresa tra 3,5 e 4 miliardi. Per il decennale la prima cedola sarà corta, relativa al periodo iniziale dell’emissione.
Due CCTeu per altri 2 miliardi, scadenze 2034 e 2035
A completare l’offerta saranno due CCTeu a tasso variabile, per un massimo complessivo di 2 miliardi. Il primo, con scadenza 15 aprile 2034, sarà collocato per 750 milioni-1 miliardo e presenta un tasso annualizzato corrente del 3,487%, con indicizzazione all’Euribor a sei mesi maggiorato di 1,05 punti percentuali. Stesso intervallo di offerta per il CCTeu con scadenza 15 aprile 2035, il cui tasso annualizzato è pari al 3,237% e lo spread sull’Euribor a sei mesi è dello 0,80%.
Tasso fisso e variabile, il Tesoro diversifica la raccolta
La struttura dell’asta consente al Mef di presidiare contemporaneamente segmenti differenti della curva, combinando scadenze medie e lunghe con strumenti capaci di adeguare la cedola all’andamento dei tassi di mercato. I CCTeu, infatti, riconoscono interessi legati all’Euribor a sei mesi, mentre i due Btp fissano il flusso cedolare rispettivamente al 3,15% e al 4%. La scelta amplia la platea potenziale degli investitori e permette al Tesoro di distribuire la raccolta tra strumenti con caratteristiche diverse, in un momento nel quale durata e costo del debito restano variabili centrali nella gestione delle emissioni italiane.
Il test del mercato sui nuovi rendimenti del debito italiano
L’esito dell’asta offrirà soprattutto un’indicazione sull’appetito degli investitori per il rischio sovrano italiano, in particolare sulla nuova scadenza decennale. La cedola del 4% rappresenta il dato di partenza del titolo, mentre sarà il prezzo determinato in asta a definire il suo rendimento effettivo: i due valori non vanno quindi confusi. Anche il confronto con i titoli già negoziati sulla curva italiana contribuirà a misurare il premio richiesto dal mercato per immobilizzare capitale sulle diverse scadenze. Le domande per l’asta ordinaria dovranno essere presentate il 28 agosto, mentre il regolamento è fissato al 1° settembre.
















